Con Moving, Shinji Sōmai firma uno dei racconti di formazione più delicati e radicali degli anni ’90. Il divorzio dal punto di vista di chi resta in mezzo: una bambina che corre, urla, sorride e prova a capire cosa significhi crescere.
Il regista giapponese racconta quel momento preciso in cui l’innocenza si spezza e, senza far rumore, diventa consapevolezza.