[...] Una volta andata via, recupero la mia borsa e tiro fuori tutto l’occorrente: il libro prescelto del momento, una biro rigorosamente nera e un taccuino verde stile usurato.
Il libro è fresco di stampa, si sente dall’odore delle pagine. La sovraccoperta è liscia al tatto, morbida in alcuni punti. Il verde predomina l’intera superficie rendendoti suo schiavo, a grosse lettere poi il titolo: I sette mariti di Evelyn Hugo.