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Evelyn Hugo, una stella umana

Dalla fantasia di Syria…


L’aria calda mi investe non appena metto piede nel locale. 

Scelgo un tavolo in fondo, non mi va di avere gente intorno. Levo il cappotto e lo posiziono accanto a me insieme alla borsa. 

La cameriera arriva e ordino il solito: tè nero earl grey, del latte caldo montato a parte e un piattino di morbidi biscotti al burro. Una volta andata via, recupero la mia borsa e tiro fuori tutto l’occorrente: il libro prescelto del momento, una biro rigorosamente nera e un taccuino verde stile usurato.

Il libro è fresco di stampa, si sente dall’odore delle pagine. La sovraccoperta è liscia al tatto, morbida in alcuni punti. Il verde predomina l’intera superficie rendendoti suo schiavo, a grosse lettere poi il titolo: I sette mariti di Evelyn Hugo. 

Tolgo la sovraccoperta, apro il libro e finalmente mi immergo.

Questa storia su una stella del cinema è magnetica, lei è magnetica e le pagine scorrono come seta sulle dita. 

Leggo talmente tanto che il tè si fredda, chiamo la cameriera e lo faccio scaldare un po’. Ritorno alle mie pagine e tra un marito e l’altro finisco il tè, i biscotti e la mano mi fa male per quante cose ho scritto sul taccuino. 

La storia mi prende più del dovuto e mi accorgo troppo tardi che l’orario di chiusura è vicino. È la cameriera ad avvisarmi. 

Devo sloggiare, ripongo il libro nella mia fedele custodia ed esco dal locale. La sera è calata e l’aria fredda mi risveglia dalla mia trance temporanea. 

Un mix di buoni odori stuzzicano il mio naso e anche il mio stomaco, che ricordo solo ora essere praticamente vuoto. Mi fermo in un chiosco e ordino un panino e una cola in bottiglia di vetro. La tentazione di aprire il libro è tanta e la voglia di divorare quella storia è ancora più vorace della mia fame. Trattengo l’impulso e mi metto invece ad osservare le persone intorno a me: una famiglia con un bambino, una coppietta di fidanzati probabilmente ai primi appuntamenti, un gruppetto di amici e due uomini adulti che giocano a scacchi. Una grande varietà di storie.

Il panino arriva e inizio a mangiarlo continuando ad osservare, ma non riesco a fare a meno di pensare ad Evelyn Hugo, alla sua vita, ai suoi amori.  


Alla vita vissuta di una donna complessa o forse sarebbe meglio dire umana. Si, perché lei era tante cose, ma non si poteva negare fosse complessamente umana e in quanto tale non era né completamente buona né completamente cattiva, era semplicemente una curiosa sfumatura tra le due parti. Era questa la parte più interessante della sua storia, ciò che più ti attirava di Evelyn Hugo.  

E poi penso all’amore, a tutti quelli che ha vissuto. Spesso non comprendiamo quanto sia complesso amare e quanto a volte tutto non è come appare. Quanto ogni amore sia complesso, unico e a suo modo meraviglioso. 

Osservo di nuovo le persone intorno a me e mi chiedo quale sia la loro storia, gli amori che ne hanno scandito i giorni. 


Il giorno dopo sono sempre qui: stesso locale, stesso posto, stessa ordinazione. 

Apro il libro dopo ore di agonia e comincio di nuovo a divorare le pagine. 

E come se mi afferrasse la vita. Sono completamente accecata dalla vita di questa donna. Non la considero una santa, ma neanche una megera. È una persona e una parte di me tende a stimarla.


Divoro le ultime pagine famelica sentendo a malapena il mondo intorno a me. 

Quando chiudo il libro delle tiepide lacrime scorrono sul mio viso, mi guardo intorno, respiro e sento di nuovo i rumori. Sorrido.

Ogni storia ti lascia sempre qualcosa. 

Devo ancora realizzare cosa Evelyn ha lasciato a me, ma due cose sono certe: la sua determinazione e l’amore. Si, perché a volte non è semplice amare, a volte questo sentimento ci sembra soltanto un mistero che non riusciamo a risolvere, eppure è ciò che riempie le nostre giornate, alla fine è ciò che dà un senso a tutto, ma cosa più importante non ne esiste di un solo tipo. Perciò non dovremmo giudicare gli amori altrui, ognuno sa cosa cela il proprio cuore. 

Finisco di scrivere gli ultimi pensieri sul mio taccuino e mangio l’ultimo biscotto. 

Mi sento stanca come se avessi corso, ma piena come se mi fossi abbuffata alla cena di Natale.


Mi sento stanca come se avessi corso, ma piena come se mi fossi abbuffata alla cena di Natale.

- Posso? - mi chiede la cameriera indicando il piatto e le tazze vuote. 

- Si, certo. Grazie ehm… - mi fermo un attimo a leggere la targhettina con il nome.

Sorrido.

- Evelyn. 

E poi mi incammino nel caos della città.


I sette mariti di Evelyn Hugo, scritto da Taylor Jenkins Reid, è stato pubblicato nel 2017. Acclamato dalla critica è stato nominato per i Goodreads Choice Award per la migliore narrativa storica del 2017 e continua ancora oggi a piacere a lettori di tutto il mondo.


Nel 2019, Freeform e Fox 21 Television Studios hanno acquisito i diritti per lo sviluppo di un adattamento televisivo.

Nel giugno 2021 però, Reid ha confermato in un'intervista che i diritti non erano più di proprietà di Freeform e sarebbero stati ceduti ad un'altra piattaforma.

Il 24 marzo 2022, è stato annunciato che Netflix adatterà il romanzo in un lungometraggio con Liz Tigelaar alla sceneggiatura e Margaret Chernin come produttrice esecutiva. 


La storia di Evelyn è una storia che va vissuta con lei pagina dopo pagina. Evelyn non vi chiederà di assistere alla sua vita, ma vi trascinerà dentro con lei. Una storia che riesce a racchiudere atmosfere diverse in base al punto della narrazione e che riesce a farci vivere la magia di Hollywood senza però omettere anche i suoi lati oscuri. 


Un libro che riesce con il suo stile e i suoi personaggi a prendere vita dalla pagina e a rimanere impresso sulla pelle di chi lo legge. 

Per questo articolo non volevo descrivervi il libro, ma volevo di più farvelo vivere attraverso i miei occhi. Volevo che provaste un minimo di ciò che ho provato io quando l’ho letto, perché a volte il modo migliore che si ha per raccontare qualcosa è viverla.




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