Winx Club: The Magic Is Back con qualche bug nel sistema
- Paola Arcifa

- 10 ott 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 10 dic 2025

Le Winx sono tornate… ma non tutte le magie funzionano come una volta.
Vent’anni dopo la loro prima apparizione, le fate più iconiche della TV fanno il loro ritorno in un reboot che promette di riportare l'incanto di una volta. Ma la domanda è: funziona davvero?
“Winx Club: The Magic is Back” nasce per un motivo chiaro: rilanciare il brand Winx e adattarlo ai gusti delle nuove generazioni: infatti, è un prodotto che cerca di parlare sia ai ragazzi della Gen Z e Alpha sia a noi, fan storici, che le Winx le abbiamo vissute sin dalle origini.
Si era già tentato di svecchiare il franchise con la messa in onda dell’ottava stagione della serie nel 2019, che però non ebbe il successo sperato per via del design troppo bambinesco, e con il live action Fate: The Winx Saga nel 2021, ma anche questo si è rivelato essere un flop.
La nuova serie, disponibile sulle piattaforme RaiPlay e Netflix dal 2 ottobre, prodotta da Rainbow e co-prodotta da Rai Kids e Netflix, è animata completamente in CGI; non si tratta di un continuo, ma di un nuovo inizio, che tornerà alle radici della storia e seguirà il percorso di Bloom, una comune adolescente terrestre, scoprire improvvisamente di essere una fata con dei poteri straordinari e di essere destinata a qualcosa di più grande. Per cui, nei 13 episodi che riportano sul piccolo schermo le fate create da Iginio Straffi, troviamo nuovi effetti speciali ma stessi profondi valori di sempre.
Rispetto la serie originale, vi è un nuovo stile (quello 3D delle animazioni) e nuove avventure, pur mantenendo invariati molti dei personaggi che ci hanno accompagnati per tanti anni.
La scuola di Alfea accoglierà sia le fate che le streghe di Torrenuvola (andata distrutta dopo una battaglia che ha visto coinvolta la Compagnia della Luce 16 anni prima); la stessa scuola in cui anche Bloom si iscriverà e stringerà una profonda amicizia con Stella, Flora, Musa, Tecna e Aisha (fin da subito presente, come nel live action), con le quali fonderà il Winx Club. Insieme combatteranno forze magiche oscure, fra cui le malvagie Trix, il trio di streghe formato da Icy, Darcy e Stormy, dedite a conquistare la Dimensione Magica e Vexius, un misterioso mago e villain di stagione; peripezie attraverso cui scopriranno il vero senso dell’amicizia, della ricerca della propria identità e dell’affermazione di sé stesse.
Dietro la produzione di questo prodotto, c'è stato un grande lavoro e una grande attenzione nel trasporre tanto i personaggi quanto le location, ma senza l'uso dell'intelligenza artificiale, almeno per il momento; il team di lavoro, infatti, ha tenuto a specificare che ogni disegno fosse realizzato a mano, con l’uso degli appositi draw tools.
Ciò che possiamo dire è che il risultato è un ibrido che non convince completamente sul fronte tecnico: l'animazione in CGI risulta poco fluida in alcuni movimenti e in alcune sequenze, e ci vuole un po' per abituare gli occhi alla nuova estetica, che a tratti rende i personaggi troppo plastici e poco realistici. Dato che si può facilmente riscontrare anche nel design di alcune figure, come quelle di Brandon o Diaspro o Re Radius, che sembrano scadere quasi in una caricatura.
Sul lato narrativo, pare esserci del materiale interessante, nonostante, soprattutto nei primi episodi, la storia sembra correre troppo, causando così degli evidenti buchi di trama e delle risoluzioni ai problemi troppo affrettate; per esempio, Bloom che scopre di possedere poteri magici ed entra alla scuola di Alfea dopo solo 4 minuti dall’inizio della prima puntata; oppure le Trix che inspiegabilmente hanno già del risentimento nei confronti di Bloom; ma anche l'evoluzione del personaggio di Damien (new entry del cast), che spesso risulta quasi ridicolo.
Anche alcuni dialoghi sembrano peccare di superficialità e mancanza di spicy, tipico dello scambio di battute tra le Winx (soprattutto Stella) e le Trix, che invece risultava presente nel prodotto originale.
Il merito maggiore però rimane la tematica di fondo: il potere dell'amicizia, fondamentale oggi più che mai per le nuove generazioni e il modo in cui certi argomenti relative alla crescita personale (paura di non essere accettati, paura di non essere abbastanza o di non fare abbastanza) siano presenti; ma anche in questa friendship sono state trovate delle problematiche, ossia il non aver dato la giusta importanza a quelli che erano i legami originari e l'aver stravolto il personaggio di Tecna. Su questo punto non mi trovo molto d’accordo, anzi ho percepito un’unione maggiore tra le protagoniste e lo sviluppo del carattere della Fata della Tecnologia risulta in linea con quelli che sono i disagi di molti giovani d’oggi, ovvero il non riuscire a relazionarsi facilmente con gli altri, provare quasi un sentimento di disagio.
Chiaramente, si spera che il proseguo della serie cercherà di migliorare alcuni di questi aspetti che hanno fatto storcere un po’ il naso, soprattutto ai fan più appassionati.
Sicuramente un punto a favore lo gioca il doppiaggio; infatti, ritroviamo doppiatrici e doppiatori della serie originale, nota che serve a rendere tutta l’atmosfera più familiare e riconoscibile, soprattutto per quanto riguarda il club delle fate, ossia: Perla Liberatori per Stella, Letizia Ciampa per Bloom, Ilaria Latini per Flora, Gemma Donati per Musa, Domitilla D'Amico per Tecna e Laura Lenghi per Aisha.
In conclusione, è come se il reboot cercasse di volare… ma con ali non del tutto spiegate.
In fondo, si tratta di un esperimento: un tentativo di dare nuova vita a una vera e propria icona pop; non è perfetto, ma è un passo per riportare le Winx nel presente. La vera domanda, quindi, è: quanto di quella magia originale riuscirà davvero a tornare?
Anche se forse, alla fine, la vera magia delle Winx non è nei loro poteri… ma in come ci hanno fatto credere, per un attimo, che anche noi potessimo brillare semplicemente rimanendo noi stessi.

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