30 anni in un secondo, l’importanza di crescere
- Syria Assenza

- 13 apr
- Tempo di lettura: 4 min

Ricordate il momento esatto in cui avete desiderato ardentemente di crescere? Il momento in cui la vostra età vi stava stretta?
Jenna Rink si, l’ha desiderato ardentemente al suo tredicesimo compleanno. E come per magia si è svegliata nel corpo della Jenna trentenne con tutto quello che aveva sognato.
Il film è uscito nel 2004, ma quando Jenna esprime il desiderio ci troviamo nel 1987.
Jenna vuole essere bella, popolare, far parte del gruppo più cool della scuola e stare con il ragazzo dei suoi sogni e nonostante continuano a trattarla male, lei continua disperatamente a desiderare queste cose tralasciando l’unica persona che è veramente interessato a lei e la vuole bene per chi è, Matt.
Quando Jenna si risveglia spaesata nel suo appartamento in una vita che non conosce, cerca Matt perché in fondo è l’unica persona con cui Jenna sente di potersi confidare, di cui si fida e con cui si sente a casa.
Matt la aiuta a tornare in sé, ma Jenna è entusiasta di sentire come la sua vita in realtà abbia rispecchiato i suoi sogni. E’ felice.
Ma la Jenna che sta vivendo quella vita non è quella che l’ha creata, ma solo quella che l’ha immaginata, una ragazzina stufa di essere invisibile.
Nel momento in cui Jenna conquista la scena però comincia ad avere più autostima e riesce a tirare fuori sé stessa. Le sue idee sembrano giocare sulla nostalgia degli anni ‘80, ma in verità è solo la visione di una ragazzina di tredici anni che non odiava sé stessa, ma soltanto di non essere vista.
A mano a mano che Jenna conosce sé stessa o meglio la versione di sé che ha reso possibili i suoi sogni, capisce che quella versione non la rispecchia, facendole vedere la peggiore versione della persona che voleva diventare.
Il viaggio di Jenna è un viaggio attraverso le versioni ignote di noi stessi. Ognuno di noi è stato un po’ Jenna Rink, tutti abbiamo desiderato qualcosa che non avevamo e che nella nostra testa sembrava la soluzione a tutti i nostri problemi di infelicità, ma a volte veniamo fregati dai nostri desideri scintillanti.
Jenna ha ottenuto tutto quello che voleva eppure non è felice, si sente tradita, non si riconosce e l’unica cosa che desidera è tornare indietro.
La percezione del film cambia in base all’età in cui si guarda. Guardarlo da adolescente può farci vedere come non avere fretta di crescere. La vita è sempre una montagna russa di alti e bassi e non esiste un’età unicamente bella. Il film invita ad apprezzare ciò che abbiamo nel momento presente senza andare troppo avanti con l’immaginazione perdendo qualcosa di prezioso.
13 going 30 è un bel viaggio alla scoperta di sé stessi, è facile identificarsi in Jenna perché tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo sentiti così.
Jenna vuole tornare indietro, ma all’inizio non c’è speranza così tenta di rimediare, di ricominciare e questo ci insegna che anche se nella vita reale non abbiamo un tasto reset, possiamo comunque rimediare alle scelte passate.
Guardare il film all’età di Jenna adulta fa sentire la nostalgia della spensieratezza o meglio la spensieratezza che potevano avere alcune generazioni. La decisione recente di creare un reboot nasce proprio dal voler regalare alle nuove generazioni la stessa riflessione che l’originale ha già regalato. E’ ovvio che le nuove ragazzine di oggi faticano ad empatizzare con una Jenna che rispecchiava i problemi della fine degli anni ‘80.
Jenna guardava le riviste di moda per immaginare il suo futuro, per crearsi un modello, le ragazzine di oggi lo creano online, ma spesso si ha una rappresentazione sbagliata della realtà come se essere adulti fosse cool e crescere non fosse più un trend, perciò credo che le generazioni di oggi più di tutto abbiano bisogno di questo reboot che possa parlare dei problemi odierni e possano viaggiare con la nuova Jenna, che sarà interpretata da Emily Bader, e potranno scoprire come il trend in verità sia godersi la propria età, vivere il presente che è ciò che abbiamo.
Nel progetto è coinvolta anche Jennifer Garner, attrice protagonista nella versione originale. Il coprotagonista che affiancherà Emily in questa viaggio invece è Logan Lerman.
Alla fine della pellicola Jenna rivede le sue idee e cosa vuole vedere all’interno della rivista a cui lavora e dice che vuole vedere la realtà, persone vere, la loro vita. Oggi siamo abituati a guardare lo schermo e a desiderare quello che in effetti è una maschera perdendo di più il senso con la realtà.
La sociologia che studia i media digitali ci ricorda che essi sono un luogo, non fisico, ma pur sempre un luogo che dovrebbe aiutare a connettere le persone non ad alienarle.
13 going 30 è ormai considerato un cult e questo nuovo reboot ha tutte le carte in regola per diventare quello della prossima generazione parlando con un linguaggio cinematografico che magari non sarà da Oscar, ma che con leggerezza aiuterà a donare una nuova prospettiva sulla vita.


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