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ELLA ENCHANTED, una favola fuori dai generi

Aggiornamento: 10 dic 2025

Se andiamo a controllare su IMDB i generi della pellicola del 2004 diretta da Tommy O’Haver e sceneggiato da un team di 5 donne, con la partecipazione dell’autrice del libro da cui è tratto, Gail Carson Levine, rientra fra i generi “leggeri” dei film mainstream per teenager.  


Eppure, credo che questo film racchiuda in sé più di ciò che ci viene mostrato in superficie.  

Cominciamo dalla protagonista Ella, che appena nata ha ricevuto un dono da una fata un po’ sbadata che le ha dato l’obbedienza. Ella, infatti, deve obbedire a qualsiasi cosa, non può rifiutarsi.  


A conoscenza di questo “dono” sono soltanto la madre e la zia che crescono Ella invogliandola comunque a seguire il suo cuore e a non far prevalere la maledizione.  


Ella cresce così con un forte senso della giustizia, proprio perché a lei è stata negata fin dal principio e cerca sempre di far valere la sua voce e quella di chi ne ha bisogno. Si batte per i diritti e per la libertà con tutto il cuore.  


Dopo la morte della madre, purtroppo, il padre si risposa e con loro vengono a vivere la matrigna e le sorellastre che, come nella classica favola di Cenerentola, rendono la vita di Ella un inferno dall’inizio.  


Ma Ella non smette di lottare ogni giorno, per far prevalere la sua volontà e non quella che le impongono gli altri. Purtroppo, Hattie, la più grande delle sue sorellastre, si rende conto che qualcosa non va e che Ella deve obbedire a tutto ciò che le dicono. Da lì, Hattie ha in mano Ella costringendola a fare cose che lei non farebbe mai, come rubare o ferire la sua migliore amica.  


Uno degli obiettivi di Hattie è proprio quello di attirare l’attenzione del principe, che però incontra per caso Ella e ne rimane folgorato soprattutto per la riluttanza al suo charm e alla sfrontatezza di dirgli in faccia cosa non va nel regno e quello che sarebbe giusto fare. 


Uno degli argomenti principali dei due, infatti, è l’orchicidio ovvero la guerra contro gli orchi e le condizioni di sfruttamento in cui vivono i giganti. La pellicola, infatti, gioca in questa dualità fra fairytale e rappresentazione di una realtà che purtroppo non è così lontana da noi. Nonostante la data di uscita del film sia di 21 anni fa, gli argomenti di cui parla sono estremamente attuali. Se esiste un cinema politico contemporaneo, infatti secondo Alessia Cervini, esso non corrisponde ad una forma o ad un genere preciso, ma va anzi riconosciuto nelle strategie compositive di volta in volta e alla lavorazione di una nuova immagine che racchiude passato, presente e futuro. 


Il principe Char ha un fandom, di cui Hattie stessa è fra le fondatrici. La rappresentazione di questa modalità caratteristica della nostra società va in contrasto con l’immagine di favola medievale fantasy a cui siamo abituati. E nonostante il tono sia divertente, le immagini parlano chiaro di una nuova politica in cui i rappresentanti sono trattati come celebrità nel bene e nel male, frutto di una società mediale in cui il vero palcoscenico è un’immagine fittizia. 


Jacques Rancière parla dell’idea di scarto nel cinema riferendosi sostanzialmente al rapporto specifico che il cinema intrattiene con l’arte, la politica e la teoria; un rapporto fatto di contiguità e differenze che rendono non solo plausibile, ma anche proficua l’idea di un confronto. Ecco che il cinema diventa il ponte di confronto fra la realtà e la finzione, fra le possibilità e le responsabilità che vengono esposte e manipolate di fronte a tutti, dando vita a immagini nuove ma vecchie, finte ma vere.  


Ella Enchanted per me è un esempio di come la categorizzazione dei generi sia spesso un’illusione. Come società abbiamo imparato ad incasellare l’arte come le persone, ma l’arte è fatta di persone ed entrambe sono troppo sfaccettate e imprevedibili da poter uscire fuori dalle categorie.  


Ecco che Ella Enchanted rientra perfettamente nei suoi generi di teen fantasy e storia fairytale, ma ne esce anche prepotentemente liberandosi come Ella alla fine quando con la sua ferrea volontà combatte da sola la sua maledizione, facendo prevalere la propria voce per poi aiutare anche gli altri personaggi a riavere la sua: come l’amico folletto, accompagnatore durante la sua avventura, che non vuole passare la vita a cantare e ballare come sono costretti a fare gli elfi, ma vuole studiare legge. L’esempio di tante realtà passate e presenti in cui una specifica categoria è relegata a dei compiti senza possibilità di riscatto, pensiamo magari alla condizione femminile in passato e ancora presente in certe parti del mondo.  


La pellicola però rispetta la sua promessa di fairytale e nel mondo di Ella ogni cosa può sistemarsi, ciò che si sistema però non è dovuto ad un pizzico di magia, ma alla lotta continua e determinata della protagonista aiutata da altri personaggi che non si arrendono.  


Ella Enchanted è quasi un manifesto dell’attuale realtà vestito da favola, ma anche le favole più belle portano con sé un po’ della realtà in cui viviamo.   


Ella Enchanted rappresenta un faro di speranza, un’immagine fortemente ispiratrice e che può darci forza per lottare per le cose giuste in cui crediamo. 

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