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ERAS TOUR: una lettera d’amore per gli Swifties 

Aggiornamento: 10 dic 2025

Probabilmente se chiedete ad uno Swifties che giorni siano 13 e 14 luglio vi risponderà dicendovi: è festa nazionale; questo perché Taylor Swift è tornata in Italia dopo ben 13 anni di assenza. Come il 13 è il numero fortunato della cantante, è stato anche il nostro.  


Ho letto tanti articoli l’anno scorso sul fenomeno Swift, ma veramente pochi parlavano dell’esperienza dando voce anche alle persone che l’hanno vissuto. Perciò da sua fan e da persona presente a quel concerto, in questo spazio, voglio semplicemente raccontare la mia esperienza.  


Ricordo di essere stata molto piccola quando mi approcciai alla sua musica. Per una bambina che non capiva così tanto un’altra lingua che non fosse la sua, ad affascinarmi c’era soprattutto lei. Che vi piaccia o meno la sua musica e la sua voce, sul palco lei sa fare il suo lavoro e lo dimostrano le sue performance sin dalla giovane età che hanno sempre magnetizzato e coinvolto il suo pubblico al massimo. Lo dimostra anche l’Eras Tour in cui per 3 ore e mezza circa la Swift performa all’incirca 46 canzoni (il numero cambia in base all’Acustic Set) trasportandoci in ogni Era della sua carriera con atmosfere e coreografie.  


Spesso, nel mondo artistico, si nota quanto gli esseri umani si ripetano nell’arte; eppure, se abbiamo i nostri artisti preferiti è perché il modo in cui ci raccontano quelle storie, che abbiamo tanto ascoltato, è completamente diverso.  


Ognuno ha la sua voce e Taylor ha presto trovato la sua come cantautrice. 

 

I suoi testi sono ciò che ogni Swiftie attenziona per primi, perché vi diranno che Taylor Swift non si ascolta, prima di tutto si legge.  


Ascoltarla è come leggere il suo diario e trovarsi vicino ad un’amica che ti comprende anche quando neanche tu sai esprimere ciò che hai dentro.  


Le testate giornalistiche hanno sempre parlato delle varie relazioni della Swift, eppure, dimenticano di narrare quella più duratura e forte che lei ha costruito nel tempo: quella con i suoi fan.  


È del rapporto con i suoi fan che Swift si è sempre preoccupata e presa cura e l’Eras Tour è stato un regalo pensato proprio per tutti i suoi fan in giro per il mondo, in 149 date per America, Asia, Oceania ed Europa, Taylor ha portato la sua intera carriera con sé.  


Personalmente ero troppo piccola quando nel 2011 lei venne per lo Speak Now World Tour. Eppure, in una sola sera Taylor ha fatto in modo di farmi recuperare tutti i concerti a cui non avevo potuto partecipare. Quella sera mi sono sentita senza un’età proprio perché set dopo set le stavo attraversando tutte. 


Ogni set, infatti, è stato pensato meticolosamente da Taylor: dalla scenografia, le coreografie, ai suoi abiti. Ogni piccolo dettaglio era lì messo per noi, per un gioco che va avanti da quasi un ventennio con le persone che la seguono. Gli easter egg sulle sue prossime mosse come il codice visivo e schematico creato con le diverse versioni degli abiti per ogni set.  


Il suo modo di rendere ognuna delle 149 date unica nel suo genere grazie all’Acustic Set dove sul palco rimaneva soltanto lei, una chitarra e un pianoforte creando una magia unica e irripetibile. 


La Swift ormai conta 11 album, senza contare le Taylor’s Version (nate per potersi riappropriare dei master dei suoi primi 6 album, di cui ne ha annunciato 2 durante il tour), durante l’Acustic Set è riuscita a tessere ed intrecciare nuove storie con le sue stesse tracce, creando mashup con la sua fitta discografia e dando la possibilità ad ognuno di noi di trovare le proprie canzoni.  


Questo Tour ha accompagnato i fan come una serie tv, ecco che l’Eras Tour non si riduce ad un’unica serata, ma ad un puzzle che soltanto gli Swifties riescono a vederlo nella sua interezza. Una lettera d’amore per un rapporto unico in cui Taylor riesce ad arrivare a tutti coloro che la seguono. 


Sul palco lei non si ferma un attimo, intrattiene il suo pubblico rimanendo, però, vigile per poter dare aiuto e far in modo che tutti si godano l’esperienza.  


Personalmente non ho mai visto un posto così tanto colorato ed entusiasmante. Ognuno in quel luogo si sentiva parte di una grande famiglia, riconoscendosi gli uni negli altri; tanto da creare dei veri e propri concerti fuori dallo Stadio tutti coloro che, purtroppo, non erano riusciti a prendere i biglietti.   


Dagli outfit ai braccialetti, l’Eras Tour ha racchiuso in sé diverse tradizioni che sono andate oltre i paesi in cui lei andava perché i suoi fan, come una catena di montaggio, le portavano avanti.  


I braccialettini dell’amicizia, oggi tornati popolari, nascono per caso durante la prima data del tour. Taylor aveva già rilasciato Midnight, il suo 10° album in cui la quinta track è: You’re on your own kid, in cui Swift parla a cuore aperto con i suoi fan, come se fosse un’amica che ti consola dicendoti che andrà tutto bene.  


L’importanza della traccia ha radici profonde sia sul suo posizionamento nell’album, in cui solitamente Taylor posiziona le sue tracce più intime, sia perché questa specifica traccia ripercorre tutto il percorso di vita e carriera della cantante in cui i suoi fan sono sempre stati coinvolti.  


Lo scambio di braccialetti diventa così non solo uno scambio, ma un potente simbolo, un oggetto che ci dà il coraggio di abbattere l’imbarazzo o la paura dei nuovi incontri, un talismano che ci ricordi che possiamo farcela e possiamo trovare il coraggio dentro di noi. Un ponte anche per chi non ne conosce il significato vedendo in un semplice gesto la gentilezza e la voglia dell’essere umano di connettersi con l’altro.  


Taylor Swift in Italia ha lasciato molte cose, le critiche di chi non la ama e la gioia di chi invece ha avuto la fortuna di ascoltare la sua cantante preferita dopo tanta attesa.  


Ma alla fine ciò che conta è l’unione che la musica crea nelle persone, io personalmente ho trovato delle nuove amiche e quella sera mi sono sentita capita come poche volte in vita mia e anche libera di essere me stessa e nonostante fossi da sola non mi ci sono mai sentita. Allora mi chiedo: non è questo che alla fine dovrebbe fare sempre l’arte? 


Potete recuperare l’Eras Tour (registrato in America durante il primo anno, quindi mancate il set di TTPD aggiunto solo in Europa) su Disney+. 


Spero che chiunque legga trovi il coraggio di scambiare quei friendship bracelets. 

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