ERNIA: un'artista tra dualismo ed evoluzione.
- Giulia Rizzo

- 6 feb
- Tempo di lettura: 4 min

Ernia inizia il suo percorso nel 2017 con Come uccidere un usignolo sicuramente con uno stile ben definito, una buona penna, un buon ritmo. In collaborazione con Guè, Mecna, Rkomi. L'intero album è un percorso lungo le sofferenze dell'uomo, da tradimento, a noia, a EGO. La ballata di Mario Rossi è una critica alla vita media di un uomo che lavora duramente per potersi godere solo pochi e semplici apparenti piaceri della vita. Tutti questi elementi racchiusi in una traccia dal nome SPLEEN, dalla durata di un minuto scarso, che riprende proprio il sentimento di frustrazione descritto dallo scrittore francese Baudelaire: un uomo destinato al lavoro, alla fatica, alla miseria e poco più. Altro elemento ripreso dallo scrittore francese è il simbolismo che si può riscontrare nel brano che da nome all'album. Una canzone che parla di ritorno, di prendersi con le proprie mani ciò che ci spetta, anche se le circostanze non lo rendono facile e le persone intorno provano ad ostacolare. Il tutto usando similitudini, metafore e un'aria più lirica, questo fino a metà brano in cui parte un rap duro e diretto.
68, album del 2018, in cui inizia a puntare a elementi più commerciali, come lo stesso brano 68, in cui il ritornello è più melodico e gioca al richiamo dell'ascoltatore, ma mantiene un buon equilibrio con le strofe rappate. Questo album, rispetto al precedente, appare più sperimentale e meno definito, in un mix di stili. Lo si può notare nella diversità tra 68 dai toni più leggeri, Simba e No Pussy dallo stile più classico, a King QT che rimane fedele alle prime canzoni. Anche in questo album c'è un filo conduttore tra i brani: la debolezza di uomo. Tra la paura, paranoia mia, un pazzo, sigarette (l'inizio), tosse (la fine), lo si può definire un lavoro di transizione tra l'Ernia dei primi lavori e quello di oggi, lavoro che viene approfondito con 68(Till the end).
In quest'ultimo vengono aggiunte le tracce LewandowskiVI, Phi, Ti ho perso, Un sasso nella scarpa e anche dei duetti: Nitro, Lazza, Chadia Rodriguez.
Nel 2020 arriva Gemelli. Vivo accompagnato dal video di un pesce rosso bloccato in un sacchetto: continua a giocare con le metafore, seguito da morto dentro (in video un CD spezzato e l'ombra di una cornetta del telefono caduta come per dimostrare che nessuno possa più ascoltarlo). Anche in questo album è come se si potesse percepire un dualismo, è come se esistessero due Ernia: uno legato al rap (U2, Cigni, Bugie) e un altro sempre più melodico (Ferma a guardare e Superclassico). È proprio quest'ultimo a prevalere, almeno per quanto riguarda gli ascolti e classifiche. Allarga le collaborazioni ad artisti come Fabri Fibra, Madame, Shiva, Luchè.
Io non ho paura è l'album pubblicato nel 2022. Dal titolo sembra aver superato le sensazioni degli album precedenti, ma il primo brano (Tutti hanno paura) e l'ultimo (l'impostore) lo smentiscono. I vari brani dimostrano come stavolta Ernia stia provando a far convergere la parte rap e la parte melodica in un unico brano: Così stupidi, Buonanotte, Non ho sonno, Rose e fiori; continuando a sperimentare, ma riuscendo a prendere una direzione sempre più definita. Il ventaglio delle collaborazioni si apre in modo sempre più vario: Salmo, Geolier, Gaia e Guè, Marco Mengoni.
Nel 2025 arriva Per soldi e per amore, quinto e per il momento ultimo album dell'artista. Mi ricordo che dal testo è come se si ricollegasse a 68, base e ritmo travolgenti e ricchi di sentimento. Non è un caso che sia il primo brano di questo album dal momento in cui è come se ripercorresse i passi del percorso che lo ha portato dove si trova oggi. Chiude tutto, dopo Per soldi e per amore, Grato. Grato anche "della gravità che gli ha insegnato a cadere" mentre in video un anello gira fino a cadere del tutto: Ernia non abbandona i simboli. L'anello come metafora dell'eternità. In questo quinto album si può finalmente dire che Ernia ha raggiunto un suo stile: Il gioco del silenzio, Da denuncia, Fellini, Perché, Non piangere. E in questo progetto viene accompagnato da Kig Yugi, Marracash, Madame, Club Dogo.
Ernia è la sintesi di un'evoluzione artistica che avviene nel corso degli anni, e frutto di un duro lavoro ben strutturato e applicato. Per nulla banale. Ha lavorato sulla parte rap creando un album pieno di elementi interessanti, ma nei lavori successivi ha cercato di inserire elementi diversi, riuscendo a farli convergere e trovare uno stile nuovo, ma pur sempre suo. Da non tralasciare l'elemento visivo che, nella sua semplicità, è sempre di grande impatto perché gioca sul significato. Non è facile, ad oggi, trovare artisti di un tale spessore capaci di lavorare su se stessi e soprattutto mettersi in discussione. Nonostante abbia una penna molto potente, è per la combinazione di tutti questi elementi, che Ernia si può definire un buon artista.


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