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F1: tra film e motorsport

Aggiornamento: 4 ago 2025

Sonny Hayes (Brad Pitt) in F1.
Sonny Hayes (Brad Pitt) in F1.

È uscito nelle sale, il 25 giugno, il film F1. Tanto atteso dai fan delle corse in pista, ma non solo, si presenta come film evento. È affascinante vedere come in questi casi siano molti gli elementi che ruotano intorno alla pubblicizzazione di una grande produzione.  


Il primo evento coinvolto è stato il Met Gala 2025, con tema “Superfine: Tailoring black style”, in cui Damson Idris (co-protagonista di Brad Pitt) si è presentato con tuta da pilota bianca APX GP (proprio come nel film) e casco tempestato di Swarovski firmato Tommy Hilfiger.  La tuta viene stracciata per mettere in mostra il completo dello stilista americano. Un vero tributo all’eleganza in total red, compresi gli accessori. Giacca e pantaloni in raso con dettagli in oro e con un taglio elegante.  


Damson Idris al MET Gala 2025.
Damson Idris al MET Gala 2025.

Un altro elemento di forte impatto è la realizzazione di una colonna sonora che prevede l’impiego di artisti del mondo pop. Ed Sheeran, con “Drive” che finalmente si allontana dalle canzoni romantiche per ritornare a canzoni più simili a quelle che produceva agli esordi, Doja Cat con “Lose my mind”, “Messy” di Rosé.

 

È stata deludente la costatazione di come sia stata usata la canzone di Tate McRae “Just keep watching”, la più associata al film, al punto che la cantante ha partecipato alla première, ma purtroppo presente solo in una scena come misero sottofondo da discoteca.

 

Per quanto riguarda le canzoni già preesistenti si fa ricorso a brani come “We will rock you” dei Queen, “Can’t hold us” di Macklamore, “Higher” di The Chainsmokers” che non possono far altro che mischiarsi bene con l’atmosfera delle macchine da corsa. 


Infine l’elemento di richiamo per eccellenza è la partecipazione dei veri piloti: Leclerc, Sainz, Hamilton, Verstappen, Norris, Alonso, Piatri, Russell, Gasly, Tsunoda.  


Sarà bello per i fan vedere, per un’ultima volta Carlos Sainz in tuta rossa per Ferrari, Lewis Hamilton in Mercedes.   


Le varie scene sono state girate anche durante i weekend di gara tra cui ad esempio Silverstone, Las Vegas, Abu Dhabi. 


Sarà allora per questo motivo che, tra le varie critiche, emerge il fatto che il film non rappresenta del tutto il mondo della Formula 1. Però, effettivamente, non vuole presentarsi come documentario. 


Vuole semplicemente immergere una narrazione fittizia in uno sfondo piuttosto realistico e di richiamo. 


Si tratta della storia di Sonny Hayes, pilota ormai ritirato dal giro a causa di un incidente, ma che continua con piccole gare esterne. E di Joshua Pearce, pilota emergente ingaggiato da APX, scuderia con motori Mercedes.  


In questi casi la maggior parte delle trame prevede che il pilota, ormai ritirato, si limiti a figura di coach nei confronti del nuovo talento, non qui però. 


Sonny e Joshua si troveranno in conflitto, giocheranno anche scorretto fino a quando non riusciranno a trovare un punto in comune. La bellezza del film sta proprio nell’evoluzione di questo rapporto che determina anche la crescita della singola persona, e che avviene proprio in pista. Passeranno dall’essere rivali a essere buoni complici.  


Ciò che viene da condannare in Sonny è il suo lato anarchico, lo stare fuori da regole e convenzioni.  


Questo suo atteggiamento è dovuto alla sua buona conoscenza delle piste e delle macchine, a questo punto però diventa sottile il confine tra la genialità e la mancanza di buon senso, soprattutto considerato il pericolo che implica questo sport.  


Nel film invece questo comportamento non viene condannato, anzi gli permetterà pian piano di scalare le classifiche.  


Piuttosto sarebbe stato bello vederlo arrivare a buoni risultati creando un giusto mix tra conoscenze e abilità.  


Joshua invece si mostra sin da subito un bravo pilota. Il suo personaggio non vive una vera e propria evoluzione. Sicuramente il rapporto con Sonny lascerà un segno in lui, ma era già valido all’inizio e non ha bisogno di una vittoria per dimostrarlo o confermarlo. 


Alla fine dei conti Sonny riuscirà a vivere un sogno che non ricordava neanche più di custodire, ed è bello dare il giusto spazio ai propri desideri, seppur a distanza di tempo, invece di cercare di viverli tramite gli altri. 


F1 si dimostra un film avvincente, con una trama accattivante, ben strutturato, ricco di dettagli. Tutto questo non stupisce, conisderato che il produttore esecutivo è Lewis Hemilton: ecco spiegato perché tra tanti sponsor associati al mondo F1, ci vengono proposti Tommy Hilfiger e Mercedes.  


Il film si chiude con il podio ad Abu Dhabi, in cui Sonny si trova tra Leclerc e Russell. Non c’è nessuna dichiarazione da parte di Lewis, ma diventa una sorta di ringraziamento da parte sua al nuovo e al vecchio compagno di squadra. Un modo simbolico per chiudere il lungo percorso alla Mercedes e abbracciare la Ferrari.  


In ordine da sinistra: Charles Leclerc, Brad Pitt (Sonny Hayes in F1), George Russell, Javier Bardem (Ruben Cervantes in F1)
In ordine da sinistra: Charles Leclerc, Brad Pitt (Sonny Hayes in F1), George Russell, Javier Bardem (Ruben Cervantes in F1)

Per tutti questi motivi il consiglio che vi do è correte a vederlo.  

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