Il Re delle Volpi: una casa per il cuore
- Syria Assenza

- 15 ott 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 10 dic 2025

L’autunno è finalmente arrivato ed è il momento di parlarvi di un libro autunnale per eccellenza:
Il Re delle Volpi di Fiore Manni.
Fiore apre il suo romanzo con una citazione che conosciamo bene.
Un giorno sarai grande abbastanza da ricominciare a leggere le favole.
- C.S. Lewis
Una citazione che spesso accompagna i bambini alle loro prime letture e che trovo particolarmente adatta per una storia che ha l’aura di una favola.
Essere imparziale in questo caso mi risulta davvero impossibile, ma io credo nel potere della scrittura e della lettura e spesso trovo più soddisfacente conoscere non gli elementi buoni o cattivi di un romanzo, ma ciò che esso è riuscito a lasciare nel lettore.
Fiore Manni ha avuto l’abilità di trasportarmi nella sua storia in una maniera in cui nessun scrittore o scrittrice era ancora riuscito, facendo in modo di far felice non solo la me del presente ma anche la me che è stata bambina.
Il mondo da lei creato è un perfetto esempio di estetica autunnale dove i colori, paradossalmente, sono più vivi che mai.
Sin dall’inizio seguiamo la vita di Marian, una giovane protagonista che ha raggiunto l’età da marito nella Londra del 1899.
Marian ama leggere e odia tutto ciò che di sfarzoso esiste in quella società opprimente che la costringe a non scegliere della propria vita. Così Marian farà il suo primo incontro magico.
Recatasi, insieme ai genitori, nella tenuta del futuro fidanzato (scelto per lei dai genitori) un giorno si imbatte in qualcosa di strano: una volpe in grado di parlare. Si tratta di Macbeth, una piccola volpe mandata nel regno degli umani per sfuggire a un pericolo imminente.
Da quel momento Marian decide di aiutare Macbeth e in questo modo non solo di vivere lei stessa, per la prima volta, un’avventura tutta sua, ma anche di scegliere spontaneamente per la propria vita. È così che comincia il loro viaggio nell’Altrove dove incontreranno il Re delle Volpi: Aleister, un Re particolarmente indisciplinato e testardo con cui Marian si scontrerà spesso.
Dirvi di più non credo sarebbe corretto sulla trama perché vi rovinerei il piacere della scoperta. Perciò non vi dirò molto sull’antagonista principale della storia, soltanto che è un tipo veramente interessante.
Il viaggio dei nostri protagonisti non è soltanto un viaggio meraviglioso alla scoperta della magia: attraverso gli occhi di Marian, infatti, ci sentiamo anche noi partecipi delle sue scoperte. Marian ha sempre vissuto le storie con la mente rimanendo nascosta nella vita reale in cui viene ignorata dalla sua stessa famiglia. Marian è abituata a non far valere la sua voce, a non mostrare sé stessa; ma durante il viaggio scopre chi è, non solo grazie a quest’ultimo, ma anche confrontandosi con i suoi compagni di avventura e con i nemici che affronta durante la strada.
Anche Aleister compie un viaggio interiore, la presenza inaspettata di Marian cambierà totalmente la sua prospettiva di vita.
Marian ed Aleister non sono soltanto due esseri che si incontrano, ma rappresentano due mondi diversi che dialogano e che si stimolano a vicenda.
Una questione che mi ha particolarmente colpito è stata quella ambientale, che si insinua piano piano nella storia e spero di non farvi un torto anticipandola, ma veniamo a scoprire che più il mondo degli umani si sviluppa e si espande con fabbriche e nuove tecnologie, più il mondo magico rischia di scomparire. Ho trovato questa analogia perfetta per rappresentare l’evoluzione tecnologica del presente, in cui spesso ci si sente oppressi e si ha paura che tutto ciò che di umano ancora resiste presto possa scomparire, per dare più spazio ai luoghi digitali.
Nel romanzo di Fiore, romanzo fra l’altro primo di una trilogia, di cui il secondo “Il Tempo delle Volpi” è già uscito e il terzo è in stesura e programmato per il prossimo autunno, ho trovato tutto ciò che amo: un’avventura piena di magia, famiglia, amore, legami, crescita e scoperta di sé stessi, e con un pizzico di ironia che fa sempre bene.
Per me leggere questo libro è stato un po’ come ricevere un caldo abbraccio in cui i personaggi sono diventati dei cari amici e quel mondo la mia nuova casa.
Fiore mi ha fatto sentire di nuovo quella bambina che per la prima volta legge un libro fantasy e si innamora di ciò che questo genere è in grado di dare, mi ha fatto innamorare di nuovo come se l’avessi scoperto per la prima volta, ma mi ha fatto anche sentire la donna che sono diventata con tutto quello che mi ha portato a crescere.
I libri sono spesso simbolo di rifugio, di porto sicuro per anima e corpo, è così per Marian, per Aleister ed è così anche per me, e Il Re delle Volpi è diventato il mio rifugio, la mia casa accogliente dove so di poter tornare.
Dalla fantasia di Syria…
Al tocco l’erba sembrava la stessa di sempre, anche l’odore era uguale e la vista, eppure intrecciando le dita fra i fragili fili smeraldo ne sentivo la differenza. Essi avevano un’anima, racchiudevano qualcosa che solo in un luogo magico come quello era possibile. Una folata di vento mi fece distrarre, mosse i miei capelli e sentii una voce nell’eco di quel silenzio come se mi stesse parlando. La natura non era mai stata così viva intorno a me e in verità non lo ero mai stata neanche io. Le foglie intrappolate nel vento cominciarono ad indicarmi la via, soltanto seguendole sarei arrivata a casa e fu così che mi misi in cammino.



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