JANE AUSTEN: i 250 anni dalla nascita dell’autrice e il festival in suo onore
- Syria Assenza

- 26 set 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 10 dic 2025

“È una verità universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un buon patrimonio debba essere in cerca di moglie.”
Quanti di noi hanno letto questa frase da qualche parte? Scommetto parecchi, infondo è uno degli incipit più famosi della storia della letteratura.
Jane Austen nasce a Steventon il 16 dicembre 1775, quest’anno si celebra, infatti il 250° anniversario della nascita della scrittrice.
Dal 2001 a oggi nel mese di Settembre ricorre il cosiddetto “Jane Austen Festival”, un festival che nel suo piccolo si è evoluto negli ultimi vent’anni tanto da diventare un grande luogo di ritrovo per i fan dell’autrice e delle atmosfere dei suoi romanzi.
Ma perché in un mondo moderno come il nostro si sente la necessità di celebrare qualcosa di così lontano nel tempo? La risposta credo sia data da cosa Jane Austen rappresenta ancora adesso.
Nel 1894, curato dall’editore George Allen, esce la “Peacock Edition” dove per la prima volta compare il termine “Janeites” che sarà poi reso popolare nel 1924 dal racconto di Rudyard Kipling intitolato The Janeites.
L’atmosfera regency negli ultimi anni è decisamente tornata di moda: serie tv, film, libri, eventi e persino l’oggettistica che ormai possiamo mettere nelle nostre case, l’intero mondo artistico ha riscoperto il piacere di un’epoca ormai lontana da noi.
Eppure, nonostante di questa epoca non sia rimasta niente, ancora oggi le opere di Jane Austen vengono lette, interpretate, adattate al mondo moderno, vuol dire che ancora oggi riescono a parlare al pubblico.
Un pubblico così appassionato da andare a Bath in costume e camminare per quelle vie sperando di vivere un briciolo di quello che Jane Austen ha abilmente descritto.
“La scrittrice dimostra una profonda conoscenza dei caratteri e riesce ad amalgamare una buona dose di buonsenso all’argomento leggero dell’opera”.
Le trame intessute dalla scrittrice sono semplici, parlano di avvenimenti quotidiani e situazioni plausibili nella realtà. Anche i dialoghi sono così reali da poter risultare quasi noiosi, eppure sono proprio il suo punto di forza.
“Le sue opere, come stanze ben proporzionate, sono rese apparentemente meno grandiose e solenni dalla perfezione con la quale sono sistemate. Forse si deve ammettere che vi avvaleva troppo poco dei soliti metodi per attirare l’attenzione e suscitare interesse.”
La Austen, sin dal principio, ha avuto la capacità di catturare il lettore e dopo due secoli continua a fare la stessa cosa.
Questo perché anche se i tempi sono cambianti, non lo è molto l’animo umano di cui Jane era una attenta conoscitrice.
Ella, infatti, tramite le sue parole portava sulla carta la vita vera, senza escludere difetti e vanità. Ci presentava i personaggi nel loro essere senza addolcirli per farceli piacere lasciando poi al lettore il modo di giudicare.
Un lato della natura umana anche spesso banale, futile o addirittura sgradevole, eppure tramite essi si ci poteva rivedere così come ora.
E’ proprio il suo mettere in risalto le debolezze umane che l’ha portata fino a noi. I suoi fan oggi si ritrovano in quelle debolezze, in quelle venature fragili che portano sotto pelle e che magari la carta aiuta a riconoscere e accettare.
Il suo umorismo e la sua critica indiretta poi la rendono non solo una lettura piacevole, ma anche molto scorrevole e frizzante.
In una società multimediale come la nostra i suoi romanzi non sono l’unica cosa che l’hanno consacrata all’immortalità.
I film, le serie e le rimediazioni del prodotto originale hanno contribuito a stratificare la sua eredità rendendola più spessa.
Quando si parla di fan, si parla di una vera e proprio comunità in cui, come ha studiato Henry Jenkins in varie e differenti occasioni, si da vita a qualcosa di nuovo partendo proprio dal prodotto madre.
Questo forse è uno degli aspetti più belli dell’arte che riesce non solo ad arrivare a tanti, ma riesce a trasformarsi, adattarsi e modellarsi nuovamente senza mai smettere di trasportare il suo messaggio, anzi riempiendolo di nuovi significati.
Il Jane Austen Festival è nato come luogo di celebrazione, ma ogni anno si intesse sempre di più la memoria e l’eredità che la Austen ci ha lasciato del suo spirito. E’ un modo per poter omaggiare non solo una grande scrittrice, ma anche comprendere quanto la nostra società sia cambiata in questi decenni proprio perché lei ci da prova di quella che fosse effettivamente allora.
Ma il Jane Austen Festival è anche un luogo dove poter interpretare qualcuno e calarci nei panni dei nostri personaggi preferiti o solamente in un’epoca che ci affascina.
Le opere di Jane Austen ci ricordano anche l’importanza delle cose semplici, della vita vissuta, di una vita diversa da quella frenetica e caotica di oggi e forse potrebbe metterci pace leggere i suoi romanzi.
Ma la pace non esclude le grandi tematiche soprattutto i diritti e l’indipendenza femminile di cui la Austen mostra le varie vicissitudini.
L’immortalità delle opere di Jane Austen e la voglia di celebrarla attraverso questo tipi di eventi può farci riflettere su come effettivamente se si riesce con l’arte a colpire l’animo umano, non importa in che forma ma continuerà ad esistere.



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