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L’Accademia di Lyonesse, una porta sulla realtà

"La Fiamma Eterna attende la tua mano. Sarà gentile solo con chi possiede il Dono. Stendi il braccio tra le fiamme e rivela la tua natura nascosta".

Un libro è in verità un viaggio, un viaggio che compie la nostra anima vivendo tutto come se stesse accadendo davvero. 

A volte, quando mi metto a scrivere per consigliarvene uno, mi interrogo su quello che potrebbe essere l’aspetto che più potrebbe interessarvi. 

Perciò oggi voglio raccontarvi il mio viaggio a Lyonesse.


L’accademia di Lyonesse è un romanzo dark academia fantasy ucronico ambientato nel 1888. Ovviamente l’uso di alcuni termini tecnici serve solo per aiutarci a immergerci immediatamente nella storia, ma come sappiamo un libro è una creatura complessa quanto noi esseri umani.

Facciamo chiarezza su cosa sia un’ucronia. La definizione ufficiale ci dice che sia un genere di narrativa fantastica basata sulla premessa che determinati eventi non siano andati come in realtà sono e si esplorano quindi percorsi alternativi un po’ richiamando la logica del what if.


Quando mi accingo a consigliare un romanzo fantasy spesso mi confronto con chi pensa che il fantasy non tratti di temi reali. Ecco questa è la cosa più assurda che si può dire sul fantasy.  Non starò qui a convincervi del contrario, ma penso lo farete mentre vi racconto delle avventure dell’accademia.


Hamlet Hargreaves è il rampollo di una delle famiglie più influenti della nobiltà dell’Impero britannico; Gwenaelle è una cameriera in casa dei Montecler, una casata minore dell’Impero gallico, due mondi apparentemente lontani che si incontreranno a Lyonesse. L’accademia è una prestigiosa scuola di magia che sorge sull’isola di Lyonesse tra i mari dei due imperi.


Fra le mura dell’accademia si addestrano i nuovi evocatori, coloro che detengono il dono e possono attingere alla magia, e i guardiani, coloro addestrati a proteggerli. La magia, infatti, è pericolosa e quando gli evocatori aprono le porte, ciò che consente di attingere all’energia magica e quindi di compiere magie, questi rischiano di morire.


I nostri protagonisti sono pronti ad andare a Lyonesse e cominciare una nuova vita, ma a Lyonesse compare un assassino che prende di mira gli evocatori.


Quando ci si immerge nella lettura dell’Accademia di Lyonesse si scopre a mano a mano le regole del mondo, abbiamo tempo di abituarci e di sentirci parte integrante del mondo disegnato da Fiore Manni e Michele Monteleone. Il doppio pov di Gwen e Hamlet, inoltre, ci fa conoscere due parti diverse di questo mondo e anche due prospettive diverse con uno sguardo nuovo e acerbo e uno sguardo allenato, ma illuso che finisce per mettere in discussione le sue verità.


Gwen ed Hamlet sono due personaggi che potrebbero essere vostri amici, sono due ragazzi simpatici ed antipatici, coraggiosi e codardi, appassionati ed egoisti. Sono due ragazzi in cui non è difficile identificarsi insieme agli altri studenti dell’accademia che impariamo a conoscere e volere bene. Eviterò i nomi per non spoilerarvi troppo ma ognuno di loro ci regala un aspetto diverso di carattere e di vita.


La scrittura di Fiore e Michele si fonde in una melodia perfetta e magnetica da cui ritirare la mano è impossibile. Via via che la loro realtà si va sempre di più sgretolando, la storia mostra una bellezza cruda, dura e vera così vicina alla nostra realtà da far paura. E forse sta lì la bellezza della narrazione: darci qualcosa in cui rivederci, in cui vivere una seconda volta, ma guardandoci dall’esterno.


Ogni libro è un viaggio, ma ogni storia ha anche un’anima e se gli scrittori la amano tanto creano un universo dove abbiamo la fortuna di passeggiare. 


Fiore e Michele usano il nostro stesso mondo, i nostri stessi errori per poterci raccontare un’altra realtà, lontana, ma comunque vicinissima, quasi potessimo osservarla da uno specchio.


Quando entri all’Accademia, da lettore, non puoi più tornare indietro, la sua magia ti divora come un vortice. Le atmosfere promettono oscurità e non si tradiscono. Vediamo lo sporco, l’oscuro, il putrido di questa società, vediamo ciò che dobbiamo vedere, persino quando le cose diventano difficili i nostri protagonisti entrano nel buco del bianconiglio e vanno fino in fondo per scoprire la verità.


Spesso siamo abituati ad eroi sempre pronti, che sanno qual è il loro percorso, ma essere un’eroe ha tante sfumature nel mezzo e Hamlet e Gwen le attraversano definendo il loro proprio percorso da eroe, non perfetto, ma vero e tangibile.


L’Accademia di Lyonesse vi butterà in faccia delle verità per poi smontarle a poco a poco. Personaggi che potreste incontrare nei corridoi della vostra sede universitaria e vi mostrerà come la magia, come per qualsiasi strumento in nostro possesso, può servire il bene e il male., tutto ha un prezzo. Mostrandovi anche che la vita è sempre inaspettata e mai qualcosa di minuziosamente calcolato.


Forse non dovrei dirvi di aprire quelle porte, ma ogni porta è fatta per essere attraversata. 


Ubi tu, ibi ego.


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