Lara Jean e la color palette
- Syria Assenza

- 29 apr
- Tempo di lettura: 5 min

Avete mai visto un film che visivamente vi ha incantato? Che vi ha fatto provare quella sensazione di quando ci si ferma di fronte ad un quadro che esteticamente è così armonico da lasciarvi senza fiato?
Un film è il prodotto finale di un lavoro collettivo in cui convergono spesso tutte le altre arti. Questo vuol dire che ogni frame, ogni inquadratura deve raccontare qualcosa e deve intrecciarsi con la narrazione all’interno della pellicola.
Tutte le volte che ho scritto ti amo, tratto dall’omonimo romanzo di Jenny Han è il primo di una trilogia romantica young adult. Lara Jean è una sedicenne che si definisce “vecchia dentro”, forse perché ama le vecchie commedie romantiche, preparare dolcetti per la sua famiglia e scrivere lettere ai suoi innamorati.
Il personaggio di Lara Jean è quello che potremmo definire anticonformista, un’adolescente solitaria che ama la pace e la tranquillità e che non vuole nessuno che invada i suoi spazi e i suoi sogni.
Quando vedete un’inquadratura state vedendo una vera e propria composizione, che grazie a regole precise, riesce a restituirci una visione armonica ed elegante di quello che stiamo guardando.
Solitamente quando guardiamo un film girato da un gran regista con una determinata profondità ne rimaniamo affascinati, ma è anche qualcosa che ci aspettiamo perché le nostre aspettative sono alte.
Quando guardiamo un film per la tv o per le piattaforme invece è sempre una scoperta, perché non sempre questa attenzione è così evidente o poetica.
All’inizio del film ci troviamo in un sogno dove Lara Jean fantastica di innamorarsi in un campo. L’abito, il luogo, le inquadrature, i colori: è tutto perfetto e pronto a farci sognare. Per i primi trenta secondi dimentichiamo di aver cominciato una commedia romantica per adolescenti e ci sentiamo immersi in un romanzo storico. Poi Kitty, la sorella minore, lancia un cuscino in faccia a Lara Jean e il sogno svanisce come la nostra fantasia. Ma non tutto è perduto, perché la color palette mantiene per tutto il tempo della pellicola la sua narrazione da sogno vintage.
Lara Jean è una sognatrice, una lettrice e scrittrice, ama perdersi nei meandri della fantasia ed è un’inguaribile romantica. Il romanticismo che ama e persegue è un romanticismo cult, quello dei vecchi film romantici che hanno portato la storia di Lara Jean a noi e in tutto questo che il personaggio si riflette.
La color palette non diventa mai troppo accesa, perché mantiene uno stile romantico soft, caldo e accogliente, fatto di colori pastello e sfumature dolci. Anche i colori più accesi sono contenuti tramite la regolazione del colore e la scelta di stile vintage.
I colori sono in grado di dirci molto, quelli che scegliamo di indossare o di cui circondarci stanno raccontando inconsapevolmente qualcosa di noi e la scelta per un film non è mai casuale, ma dettata da scelte per poter raccontare la storia al meglio raccontando Lara Jean, ma anche il suo rapporto con gli altri in base ai colori in scena.
To all the boys I’ve loved before nella sua semplicità riesce a rendere omaggio ad un’intera tradizione narrativa che spesso nel cinema viene classificata come “leggera”, ma che in verità fa compagnia nella vita quotidiana dei telespettatori.
La musica, i film di riferimento, i libri, a volte i vestiti e i sogni di Lara Jean raccontano qualcosa. Ognuno di questi elementi ci raccontano un frammento del suo personaggio e della sua storia come un puzzle che si compone tridimensionalmente.
In un articolo (che citiamo alla fine) su Tudum per celebrare l’anniversario della saga sulla piattaforma di Netflix, Anne Cohen analizza i vari aspetti del film e una di questi riguarda proprio i colori facendo notare come spesso anche i vestiti indossati nella scena fossero abbinati allo sfondo.
«Fimognari ha spiegato a Tudum di aver ideato un'estetica "intensa per evidenziare le possibilità e l'ottimismo della nostra storia e dei nostri temi". L'obiettivo? Entrare in contatto con quella parte di LJ che desiderava vivere in un mondo fantastico».
«I nostri colori principali erano magenta, ciano e giallo, completati da un tocco di rosso e blu", ha detto. "Il verde è stato poi introdotto nel secondo film per Stormy (Holland Taylor), a rappresentare un pizzico di saggezza. Il viola e l'arancione erano proibiti fino al terzo film, quando LJ sceglie la NYU e il viola diventa il colore della crescita, dell'espansione oltre le comodità di casa sua. Queste erano le regole che ci hanno guidato in ogni reparto visivo; abbiamo scelto, allestito o modificato le location per adattarle alla nostra palette e abbiamo discusso scena per scena su come i costumi si sarebbero integrati o avrebbero contrastato con ogni spazio».
L’estetica mantiene, infatti, una coerenza narrativa anche nei sequel diventando parte integrante della narrazione filmica come viene riportato su.
«Stivali da combattimento vintage con tacco, fiocchi, gonne a pieghe e cardigan: lo stile di Lara Jean è tanto estroso e originale quanto lei. Questi schizzi di Rafaella Rabinovich mostrano la cura e l'attenzione al dettaglio che hanno contribuito a creare gli incredibili look di Lara Jean».
Lara Jean è fatta di pezzi di cultura pop che si incastrano fra loro, ogni scelta estetica racconta una storia d’amore che lei ha amato e in cui ha fantasticato.
Ogni colore e sfumature nella pellicola ha il proprio significato. Da un altro articolo di Rachel Suarez su Medium (che citiamo all’ultimo), estrapoliamo «È importante che lo spettatore lo riconosca perché, come spiega Jelena Petrovic nell'Enciclopedia Internazionale del Linguaggio e dell'Interazione Sociale, i colori possono essere interpretati come segnali non verbali. Per tutto il film, i colori predominanti che circondano Lara Jean sono tonalità di rosa, giallo e turchese. Questi colori sono anche il tema principale dei film romantici degli anni '80, che Lara Jean adora; pertanto, questi colori riflettono la sua visione del mondo. In contrasto con questi colori, ci sono rare scene con il rosso, che simboleggia la paura di Lara Jean e ciò che non può avere. Poiché Lara Jean sceglie di circondarsi di graziosi colori pastello che le danno gioia, il rosso risulta ancora più acceso».
Tutte le volte che ho scritto ti amo, insieme ai suoi due sequel continua a far innamorare sia un pubblico più giovane che più adulto, riuscendo a riunire diverse generazioni come le commedie romantiche da cui prende ispirazione. Con la sua dolcezza e la sua narrazione romantica riesce a fare breccia nei cuori di tutti riuscendo a costruire un’armonia dolce e calda che genera eleganza e bellezza per l’intera visione.
BIBLIOGRAFIA
Anne Cohen, Celebrate 5 Years of ‘To All the Boys I’ve Loved Before’. We’re taking you on a behind-the-scenes tour, Tudum by Netflix, 2023.
Rachel Suarez, To All the Colors I’ve Analyzed Before. A Semiotic Analysis of To All the Boys I’ve Loved Before, Medium, 2023.


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