Nel magico mondo del Fantabosco
- Syria Assenza

- 26 gen
- Tempo di lettura: 4 min

Dalla fantasia di Syria...
I piedini scalzi toccavano la terra umida sotto le foglie secche sparse per tutto il bosco. La bimba stringeva a sé le braccia, rannicchiandosi nella sua anima mentre avanzava in quel luogo sconosciuto e buio. Il suo cuore faceva le capriole e il suo piccolo corpicino infreddolito tremava alla fresca brezza serale. Gli animali intorno a lei parlavano, ma lei non riusciva a capire i loro linguaggi. Ad un tratto la bambina sentì le foglie spezzarsi alle sue spalle, senza voltarsi si mise a correre più veloce che poté. La bimba forzava le gambe costringendole ad andare più veloce e ripetendosi di non voltarsi in modo da non permettere alla paura di farsi avanti. Il buio rendeva il bosco fitto e caotico, i piedi seguivano lo scalpitare del cuore, i capelli il vento che la spingeva nella direzione opposta. Il cuore della bambina continuava a galoppare veloce e le farfalle nel suo stomaco volavano disperatamente in tutte le direzioni. La bambina conosceva bene la speranza e sapeva anche quanto potente fosse, ma in quel bosco oscuro, senza qualcuno a tenerle la mano, sentì che essa cominciava ad affievolirsi. Continuava a correre ma i piedini scalzi cominciavano ad inciampare su cose appuntite e, ad un certo punto, cadde. Chiuse gli occhi mentre le lacrime cominciavano a rigarle il viso; era stata forte, ma non riusciva più in quella densa oscurità.
Con gli occhi chiusi e gonfi di lacrime la bambina piangeva nel bosco buio fino a quando un timido raggio di luce la costrinse a riaprire gli occhi.
-Ehi piccolina, perché stai piangendo? Cosa è successo? – le disse una ragazza vestita di verde.
-Io... mi sono persa e non trovo più la strada di casa.
La ragazza le sorrise e le si avvicinò.
-Puoi venire con me, siamo vicini al Fantabosco, puoi riposarti e riscaldarti e poi io e i miei amici possiamo riaccompagnarti a casa.
-Sai dove abito?
-No, ma vieni dalla strada che porta a Città Laggiù quindi domani mattina rifaremo la strada al contrario. Io sono Fata Lina. – disse porgendole una mano.
La bimba non doveva fidarsi degli sconosciuti, ma quella ragazza aveva un dolce sorriso e da quando era arrivata lei la luna era spuntata in cielo, il bosco si era calmato alle sue spalle e la mano che le aveva teso brillava in quella tenue luce.
La bimba esitò, poi si asciugò le lacrime e accettò la mano di Fata Lina.
Si incamminarono fino a quando non lesse un cartello con su scritto: Fantabosco.
Nonostante fosse notte, lì non sembrava così oscura come la strada che aveva percorso. Strinse la mano di Fata Lina e varcò la soglia insieme a lei.
-Vedrai Milo ti preparerà un bel bicchiere di Moraviglia che ti farà sentire subito meglio!
-Chi è Milo?
-Oh, è un folletto molto simpatico ed è un mio amico. Vedrai ti racconterà anche una bella storia.
Presto arrivarono accanto ad un accogliente chiosco.
-Fata Lina! Che bella sorpresa. E questa bimba chi è?
-Una mia nuova amica. Ci prepareresti due bicchieroni di Moraviglia?
-Certo, con piacere accomodatevi.
La bambina si sedette e notò l’odore buono che proveniva da quel posto, il calore e la melodia magica che lo avvolgeva.
-Ecco qua due Moraviglie.
Milo porse i bicchieri ad entrambe e poi scambiò qualche occhiata con Fata Lina.
-Fata Lina ti va di ascoltare una storia? – chiese poi.
-Uhh si. Sai – disse rivolgendosi alla bambina – Milo è un fantastico cantastorie.
-Bene allora c’era una volta...
Dal 1999 al 2015, prima su Rai Tre e poi su Rai Yoyo, andò in onda la Melevisione, un programma per bambini che inizialmente fungeva da “programma contenitore” di cartoni animati. Ogni puntata conteneva una canzone, una filastrocca e una manualità artistica. Il programma era ambientato nel Fantabosco, un regno fiabesco popolato da folletti, gnomi, principi, principesse, re, regine, streghe, fate, lupi, balie, cuochi, gatti, gazze, maghi, geni, ladri, buffoni di corte, orchi, giganti, draghi, pirati e artisti. Un luogo fantastico dove potersi rifugiare.
Il programma unì una narrazione fiabesca all’educazione e all’intrattenimento, diventando uno dei programmi per l'infanzia più longevi e popolari della televisione italiana. Nel corso degli anni sono stati realizzati anche alcuni episodi speciali con il patrocinio dei Ministeri dei trasporti, della pubblica istruzione, della sanità e dell'ambiente e di Amnesty International.
Sono stati pubblicati anche diversi volumi riguardanti il mondo del Fantabosco e le sue avventure. Alcuni degli episodi speciali sono stati inseriti nella collana Storie del Fantabosco, realizzata secondo i principi della NPO (Narrativa Psicologicamente Orientata) e finalizzata alla promozione dell'educazione emotiva in età evolutiva. La collana, edita da Erickson, è stata creata dagli scrittori-psicologi Alberto Pellai e Barbara Tamborini con la collaborazione del programma.
La Melevisione ha rappresentato per tutti i bambini della generazione Z un vero rifugio e un terreno fertile di immaginazione. La sua struttura narrativa tende a catturare adulti e piccini che si sentono coinvolti dal racconto e dalle vicende di questo luogo magico.
Passati ormai ventisette anni dalla prima puntata andata in onda il 18 gennaio 1999, la Melevisione continua ad essere uno dei programmi più amati per bambini e anche uno dei programmi a cui gli adulti rimangono affezionati. Forse perché ogni pomeriggio accendendo la tv non vedevamo dei semplici personaggi, ma amici con cui stare bene in compagnia. Amici con cui sentirsi al sicuro e che ti avrebbero capito.
La magia che si vede da bambini è qualcosa di effimero e speciale e la Melevisione contribuiva a creare un’atmosfera fatata in cui potevamo perderci e imparare. Sì, perché ognuna di quelle storie alla fine ci insegnava qualcosa di importante.
La Melevisione non è soltanto un pezzo di storia della nostra tv, ma rappresenta anche l’infanzia di molte persone. Un luogo dove potersi rifugiare ed essere noi stessi, un luogo dove si poteva sbagliare e imparare dagli errori commessi, in cui la magia era anche e soprattutto nella gentilezza e nella comprensione umana.


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