top of page

Nuova Scena 2 è passione e talento

Aggiornamento: 4 ago 2025


I giudici di Nuova Scena 2: Geolier, Fabri Fibra e Rose Villain. Foto via Netflix.
I giudici di Nuova Scena 2: Geolier, Fabri Fibra e Rose Villain. Foto via Netflix.
“Squadra che vince non si cambia”

Rose Villain, Geolier e Fabri Fibra tornano su Netflix con la seconda stagione di “Nuova Scena”. La ricerca dei talenti in giro per l'Italia continua e i tre giudici, concentrandosi per lo piú tra Torino, Milano e Napoli vengono affiancati da artisti come Willie Peyote, Sick Luke e Luchè. 


Ciò che appare chiaro sin da subito è la ricerca di un prototipo ben definito piuttosto che di un talento emergente: Geolier si basa sull’espressione di appartenenza al sud, Rose sulla stravaganza. Questo li ha portati a non votare in modo obiettivo nelle prime fasi di selezione. Al contrario, Fabri Fibra sembra l’unico concentrato sulla qualità delle performance.  


Un altro tasto dolente di questa edizione è la costruzione narrativa fin troppo evidente: Rose Villain è stata eletta antagonista di stagione, prendendo il posto che occupava Fabri Fibra nella precedente; i concorrenti vengono mostrati troppo deboli da una puntata all’altra, cosi da facilitarne l’eliminazione, assistiamo anche ad uscite di massa dovute all’ansia e alla poca memoria. Si arriva così ad avere pochi eletti.  


Una ventata di energia è stata invece portata dalle battle freestyle: quella tra Cuta e Nachelo, tra Cuta e Ensi, senza esclusione di colpi, ma da cui traspariva tutta l’ammirazione e il rispetto (ma anche qui viene da pensare che sia un elemento per mettere in luce il personaggio). Uno dei momenti d’alta intensità è arrivato con i freestyle di Fabri Fibra  e Geolier.


Dopo le sfide si passa alla realizzazione dei videoclip, nei quali i ragazzi si possono esprimere al meglio: Nox con “Babydoll”, una ballade che lo rappresenta più in questi pochi minuti che nel resto delle puntate.  Cuta con un pezzo rap satirico “Mica io” viene promosso a degno erede di Fabri Fibra, Amon che attraverso “Network” voleva raccontare una parte di sé che forse non è del tutto emersa. “Mesoraca” è il pezzo di Camilway, che aveva come unico obiettivo portare in scena la Calabria, ma lo ha fatto cadendo in cliché e stereotipi. Infine Eos con “L’ego” ha affrontato un viaggio introspettivo e ha dialogato con la sé del passato. Il tutto viene giudicato da Matteo Paolillo, in qualità di ospite di puntata, per la sua esperienza sia in campo musicale che di fronte le telecamere.  


Si arriva così alla finalissima, caratterizzata da duetti con big della scena italiana. Nox e Ernia con “Inadatto”. Nox non è riuscito a entrare del tutto nel pezzo. Continui cambi di registri e toni. E la sua evidente agitazione non si legava con l’atteggiamento pacato e stabile di Ernia. Il tutto rendeva difficile concentrarsi sul testo seppur di grande importanza e peso. 


Eos e Villabanks. Esibizione fuori contesto. Sarebbe potuta andare bene per qualsiasi altro talent, ma non per Nuova Scena, poiché del rap non c’è traccia. Bisogna comunque dire che Eos ha dato molto di più di Villabanks e ha saputo tenere il palco.  


Camilway e Kid Yugi con “Terr1”. Ancora una volta si gioca sulla sua meridionalità. Avrebbe potuto farlo in una chiave diversa, portando un po’ di innovazione. Invece ha continuato a giocare sui soliti elementi: buon cibo, calorosità, criminalità. 


Cuta e Gemitaiz con “Devastanti”. Cuta è arrivato pieno di energia ed è riuscito a mantenere il livello fino alla fine dell’esibizione. La metrica e gli accenti sono coinvolgenti, il testo riflessivo e autoironico. Unica nota negativa: avrebbe potuto usare meno parole perché ha corso il rischio di risultare poco chiaro, ma ha saputo gestirla. 

 

Vincitore di edizione è Cuta, il suo primo posto è meritato. Rientra tra coloro i quali dimostrano che il rap non è solo punch line, frasi volgari, e atteggiamento, ma mette in evidenza le parti più sottili di questo genere: la cultura alla base, la creatività e l’ingegno mischiati a musicalità, flow e gestione della metrica. E Cuta queste caratteristiche le ha tutte. In più ha una qualità che batte tutte le altre: sul palco si trova a suo agio e si diverte. La tensione non lo blocca, al contrario lo stimola a dare il meglio di sé.  


Indipendentemente da podi e classifiche questo programma ha dato a  dei ragazzi la possibilità di mostrarsi, raccontare dei pezzi di storia e vivere un’esperienza. Il tutto circondati da grandi artisti italiani in un clima davvero competitivo e stimolante.  


Che dire? Aspettiamo insieme di poter vedere e commentare anche la terza stagione.  

Commenti


© 2025 by MOVIMENTO 095.
Powered and secured by Wix

bottom of page