Penelope, la bellezza in noi stessi
- Syria Assenza

- 11 dic 2025
- Tempo di lettura: 4 min

Uscito nel 2006, in Italia è approdato direttamente in televisione.
La storia segue la vita di Penelope Wilhern, figlia di due aristocratici, dalla nascita fino al presente narrativo in cui ha venticinque anni. Penelope a causa di una maledizione scagliata sulla sua famiglia, ha il naso e le orecchie da maiale. E l’unico modo che ha per spezzarla è sposare qualcuno della sua stessa condizione sociale.
Penelope così cresce nascosta dal mondo, rinchiusa nella sua casa che diventa anche la sua prigione da dove potrà uscire una volta salvata.
Il film, infatti, si concentrerà sulla ricerca della sua famiglia dell’uomo che accetterà di sposare Penelope e liberarla finalmente dalla maledizione. Gli incontri tra Penelope e i candidati si svolgono sempre nello stesso modo: lei rimane nascosta dietro un vetro a specchio, li osserva e parla con loro, senza mai farsi vedere. Quando poi si sente pronta si mostra e ogni pretendente deve prima firmare un accordo di riservatezza. Ma qualcosa va storto e Edward Vanderman, scappato prima di firmare l’accordo, dopo averla vista va alla polizia denunciando l’avvistamento di un mostro. Nessuno gli crede, tranne un giornalista, che anni prima, quando Penelope era ancora neonata, si era introdotto in casa ed era riuscito a vedere la bambina.
I due così, arrabbiati di non essere presi sul serio collaborano per poter fotografare Penelope e provare al mondo che hanno ragione. Ma per farlo gli serve un infiltrato e ingaggiano Max, un aristocratico squattrinato per entrare e fotografare “il mostro”. Ma il caso si mette in mezzo e assumono l’uomo sbagliato, un ex pianista giocatore d’azzardo che conosce Max e si finge lui perché ha bisogno di soldi.
Quando Johnny, il finto Max, entra in quella casa comincia a rubacchiare in giro pensando non ci sia nessuno, ma Penelope da dietro il vetro ha visto tutto così cominciano a parlare. Da allora i due istaurano un rapporto e il ragazzo torna frequentemente in quella casa. Giocano a scacchi, parlano, si divertono, fra i due nasce qualcosa che entrambi non si aspettavano. Quando Johnny conosce finalmente la verità sul matrimonio, ovvero la liberazione dalla maledizione, e vede Penelope rifiuta di sposarla e va via. Il motivo del rifiuto è la sua impossibilità a spezzare la maledizione, proprio perché non è Max e non è un aristocratico. Affronta Edward schifato dal suo comportamento, visto come la definiva mostruosa quando invece era una semplice ragazza e sparisce ricominciando vita.
Questo rifiuto non è un punto di svolta soltanto per Johnny, ma anche per Penelope stanca di vivere una vita in cui non può scegliere e dipendente dalle scelte altrui, una notte prende coraggio e scappa di casa. Ed è lì che comincia a vivere.
Dal momento in cui scappa Penelope comincia a fare le sue scelte, a camminare con le sue gambe per la prima volta nella sua vita. Visto il freddo della stagione riesce a usare la sua sciarpa come uno scudo e a non rivelarsi alle persone che incontra mentendo sul perché la tenga sempre sul naso. Trova degli amici, persone che non le chiedono chi è e da dove viene, ma che semplicemente la accolgono e diventano le prime persone a conoscerla senza un vetro o altri che fanno da tramite.
Penelope tiene aggiornati i genitori mandando loro delle cartoline.
Un giorno però dopo aver corso per arrivare al bar che ormai era diventano una casa, Penelope si sente male e sviene. Così quando, per aiutarla, le sollevano la sciarpa scoprono chi è e la sua identità viene rivelata. In ospedale, infatti, si presentano innumerevoli giornalisti pronti a catturare lo scoop del decennio.
Da allora la vita di Penelope cambia, diventa un personaggio pubblico che viene invitato e chiamato a presenziare agli eventi. Diventa un simbolo pubblico di un’inclusività di facciata in cui conta più l’apparenza dell’accettazione che l’inclusività vera.
Con la recente fama anche Edward, costretto dalla sua famiglia, si rifà vivo per sposare Penelope. Ed è allora che Johnny torna per minacciare Edward e anche conosciamo i suoi veri sentimenti, egli la ama, ma non può darle ciò che desidera, ciò che la renderà libera.
Le nozze sono pronte, ma nel momento in cui Penelope si trova di fronte ad Edward all’altare tituba su cosa fare e alla fine scappa e si rinchiude nella sua camera.
Sua madre le va dietro urlandole di commettere un errore, ad un passo dall’avere quello che avevano sempre desiderato, ma stavolta Penelope le dice che questo non era ciò che desiderava, perché lei si amava per ciò che è. In quel momento la maledizione viene spezzata.
Ciò che bastava in realtà era l’amor proprio.
La storia di Penelope ci insegna che i primi a volerci bene dobbiamo essere sempre noi e che siamo sempre noi a dettare le regole della nostra vita.
In un clima di feste in cui facciamo i conti con quello che abbiamo fatto durante l’anno e quello che abbiamo ricevuto, questo messaggio ci ricorda che dobbiamo essere gentili anche con noi stessi.
In questo periodo dell’anno spesso si cerca di pensare al di fuori di noi, ma possiamo farlo soltanto se siamo stati altruisti con noi stessi. Le feste non sono un momento in cui sentirsi in difetto, ma un momento in cui trovare la pace dentro di noi. E poterle passare con persone che ci accettano per chi siamo e non ci giudicano.
Tempo dopo, infatti, Penelope rincontrerà Johnny e scoprirà che lui l’aveva sempre vista per chi era veramente, anche prima che lo vedesse lei stessa.
Penelope, inoltre, non viene salvata dal suo principe, ma riesce a salvarsi da sola, un messaggio potente che ci ricorda che quando siamo in difficoltà la mano più forte che può afferrarci è proprio la nostra.
“It’s not the power of the curse, it’s the power you give the curse.”


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