SAY ANYTHING: un cult anni ‘80 che parla al nostro presente
- Syria Assenza

- 4 ago 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 10 dic 2025

“I don't want to sell anything, buy anything, or process anything as a career. I don't want to sell anything bought or processed, or buy anything sold or processed, or process anything sold, bought, or processed, or repair anything sold, bought, or processed. You know, as a career, I don't want to do that.”
Lloyd Dobler è un semplice ragazzo che si è appena diplomato. La pellicola Say Anything…, datata 1989 con protagonista un giovanissimo John Cusack, apparentemente gira attorno alla storia d’amore fra Lloyd e Diane, studentessa modello dello stesso liceo, ma sin da subito capiamo che il fulcro non è la storia dei due ragazzi, ma la loro crescita personale.
Una delle cose che più mi ha colpito sono stati i dialoghi, soprattutto le risposte di Lloyd alle infinite domande che gli vengono poste successivamente al suo diploma.
Ciò che ci viene più spesso chiesto, infatti, sin dalla tenera età è: Cosa vuoi fare da grande? Cosa vuoi fare dopo gli studi? E se si risponde con confusione spesso si prendono gli sguardi di disapprovazione, come se essere confusi o valutare diverse strade fosse un crimine.
A sorprendermi infatti, è stato l’attualità dell’argomento, il mondo, la nostra società sono ancora fermi a queste domande ignorandone altre a cui, forse, potremmo rispondere meglio come: cos’è che ti rende felice?
Lloyd però non si fa intimidire dagli adulti giudicanti e risponde con sincerità ogni volta, esternando esattamente i suoi dubbi che sono normali in un ragazzo di 19 anni che non sa ancora quale sia il suo posto nel mondo. Credendo in ciò che per lui ha importanza come il kickboxing, lo sport che inizialmente pratica e poi comincerà ad insegnare ai bimbi, definendolo lo sport del futuro.
Accanto a lui abbiamo la figura di Diane a cui invece il padre ha programmato tutto il suo futuro. Diane si mostra convinta delle sue scelte, eppure nel momento in cui conosce Lloyd, dal momento in cui la sua vita esce fuori dagli schemi imposti, anche lei rivaluta le sue scelte.
A Diane è affidato il discorso del diploma all’inizio del film in cui confessa coraggiosamente e sinceramente di aver paura del futuro. Un discorso atipico rispetto a quelli che di solito celebrano il sogno americano e il futuro come qualcosa di sicuro e lineare, e mai per ciò che realmente è.
Ma Diane non è ancora pronta a mettersi in discussione fino a quando non concede a Lloyd un’uscita ad una festa, in cui quando le chiedono del perché sia uscita con Lloyd, lei risponde: perché mi ha fatta ridere.
L’amore tra i due ragazzi è un amore paziente e dolce fatto di rispetto e sincerità. Un amore semplice che ci ricorda che basta poco per essere felici, come dice Lloyd: ci basta stare insieme per stare bene.
Lloyd è il bravo ragazzo che non ha intenzione di giocare per conquistare la ragazza, ma che vuole sinceramente stargli accanto. Vediamo la natura di Lloyd soprattutto dai suoi comportamenti con familiari e amici: con la sorella che è stata mollata e costretta a crescere il figlio da sola, Lloyd cerca di farla sorridere e le mostra il suo supporto e la sua presenza; il rapporto con il piccolo nipote che chiama fratellino e di cui si prende cura; le sue migliore amiche con cui si confida e si prende cura e infine i ragazzi con cui parla nel momento in cui Diane lo lascia perché deve partire per l’Inghilterra.
“I got a question. If you guys know so much about women, how come you're here at like the Gas 'n' Sip on a Saturday night completely alone drinking beers with no women anywhere?”
Lloyd, infatti, non ha intenzione di vendicarsi di Diane o di dimenticarla, vuole soltanto riconquistarla.
Ma Diane lo ama ancora: sta soltanto facendo i conti con la sua vita, con le scelte di suo padre e con chi è. E Lloyd non si arrende, vuole parlarle, farle arrivare il suo amore, mostrato in una delle scene che sarebbe poi diventata iconica del suo tempo, arrivando fino ai giorni nostri in cui Lloyd in piedi con un boombox in mano fa partire la loro canzone davanti casa di Diane.
Purtroppo, Diane deve affrontare la delusione delle bugie e delle truffe del padre, in cui si era affidata per tutta la vita, e fatte le sue scelte torna da Lloyd, perché è lui che vuole.
È Lloyd ad accompagnarla in Inghilterra perché Diane lo rende felice, e decide quindi di seguire la felicità senza rinunciare però alla sua crescita personale. Lloyd non ha ancora deciso cosa farà per tutta la vita, sa soltanto cosa farà in quel momento.
La pellicola non ha un lieto fine patinato, ma ha un finale vero, plausibile nella realtà. Alla fine, vediamo Diane e Lloyd partire e farsi forza a vicenda.
Lloyd e Diane cambiano restando però dei ragazzi della loro età, ragazzi che stanno crescendo e che non sanno ancora cosa faranno nella vita, ed è ciò che più vero abbia trovato in questo film.
Lloyd è nostro amico, Lloyd siamo noi o lo siamo stati. Lloyd rifiuta di incasellarsi in una categoria, in una singola carriera o di decidere della sua intera vita, segue ciò che sente e ciò che lo rende felice nel presente cogliendo l’attimo che la vita gli offre.


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