Speriamo, il nuovo album di Venerus: la magica musica continua
- Irene Monti

- 7 nov 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 10 dic 2025

Era dicembre del 2018 e tutti canticchiavano una melodia destinata a restare. Le radio passavano ininterrottamente Senza di me, singolo estratto da QVC8 di Gemitaiz. Nel ritornello, una voce unica e inconfondibile catturava l’attenzione: malinconica ma luminosa, dolce e misteriosa insieme. Quella voce era di Venerus ma, all’epoca, pochi lo sapevano.
Andrea Venerus, milanese classe 1992, entra nella scena musicale italiana proprio in quegli anni. Nel 2018 pubblica il suo primo EP, A che punto è la notte, e, poco prima, il singolo Dreamliner, uscito per l’etichetta Asian Fake. Non è il suo esordio assoluto, ma è la prima vera finestra aperta sul suo mondo: un universo sospeso tra cielo e città, tra il sogno e i neon della vita urbana.Quel suono, dall’anima soul, scandito da un ritmo sì dinamico, ma “rilassato”, è già la cifra di Venerus: un invito a perdersi, a sognare con i piedi per terra.
Nel 2019 arriva Love Anthem No. 1, prodotto da Mace: la mossa giusta al momento giusto. Venerus si afferma come una voce nuova ma già impossibile da confondere, con l’innata capacità di rendere intimo anche ciò che nasce per far ballare.
Ma il vero punto di svolta arriva nel 2021, con l’album d’esordio Magica Musica. Il titolo è una promessa mantenuta: un disco che non si ascolta soltanto, si attraversa. Realizzato “fianco a fianco” con Mace, Magica Musica è un viaggio psichedelico, sentimentale e sensoriale. Dentro ci sono le collaborazioni di Gemitaiz, Frah Quintale, Rkomi, eppure tutto ruota intorno alla sua visione, al caos poetico proprietà di Venerus. Suoni naturali, echi d’acqua, linee soul e R&B si intrecciano a testi che parlano di fuga, libertà e amore come forma di conoscenza.
In Ogni pensiero vola Venerus immagina un mondo magico, dove chi sente troppo trova finalmente qualcuno capace di sentire allo stesso modo. “Vorrei volare via lontano da qui” canta, e in quelle parole c’è insieme il desiderio di scappare e di appartenere.Poi c’è Sei acqua (con Calibro 35), diventato un manifesto per i fan più affezionati, e forse la sua confessione più dolce: una lettera d’amore semplice ma diretta, dove la mancanza diventa liquida, e il desiderio di vicinanza diventa necessità di fondersi con l’altro: “io sogno di esser gocce d’acqua per te”.
Nel 2023 Venerus torna con Il segreto, un album che apre la porta di casa (letteralmente). Registrato in presa diretta nel suo appartamento milanese, il disco suona ancora più intimo:in Non imparo mai c’è la resa gentile all’imperfezione; in Fantasia, la celebrazione del bambino interiore che non smette di stupirsi; Istruzioni, invece, è una dichiarazione d’intenti, delle vere e proprie istruzioni da porgere al primo incontro e che urlano: questo è il mio modo di amare, accettami se vuoi, se puoi.
Come Magica Musica, anche Il segreto custodisce una verità universale: non sei solo nel provare ciò che provi. Ed è su questa prospettiva che continua a muoversi Venerus. Oggi, infatti, esce il suo nuovo progetto discografico Speriamo, che non delude per nulla le aspettative dei suoi fans.
L’album è stato preceduto dai singoli estratti Ti penso e Impossibile. Con Ti penso nelle cuffie, sembra di essere catapultati tra le strade di una metropoli in cui ogni angolo custodisce un ricordo; in sottofondo, sonorità R&B dal sapore estremamente anni ’90 si intrecciano con l’immancabile nota nostalgica di Venerus. Impossibile, invece, ha un ritornello con un’impostazione più da ballad che racconta il desiderio di rendere eterno il ricordo di un amore.
In La chiave, Venerus con “Il richiamo del tuo respiro annulla ogni mio piano” sembra far riferimento al bisogno di vicinanza che cantava in Sei acqua. Il brano parla della meraviglia di un incontro inaspettato e della difficoltà nel tornare ad aprirsi con qualcuno.
Con Un giorno triste, l’artista torna a collaborare con l’amico Gemitaiz e sembra voler rimarcare la sua appartenenza al mondo urban piantato sulle radici dell’hip-hop anni ’90. Si sposa bene con l’attacco della canzone successiva Cool (prodotto da Mace e featuring Side Baby, Jake La Furia e Mahmood): “questo è per chi ha scelto di restare old school”.
Quello che resta è la triste consapevolezza della fine, ma anche dell’importanza di ciò che rimane e diventa indelebile (“ora sono andato avanti scrivendo nuove pagine, ma sarei con me per sempre”).
E poi i brani con Marco Castello (di cui abbiamo parlato nell’articolo a lui dedicato), Cosmo, Altea, e i produttori amanda lean e not for climbing. Da non tralasciare, un piccolo spazio dell’album completamente ceduto a Izi (Pensieri parte 1), artista di cui si attende con emozione il ritorno definitivo sulla scena.
Con Speriamo, Venerus non si tradisce. Anzi, si ha la stessa sensazione di quando lo si ascolta per la prima volta: i rumori della città e di acqua che scorre, suoni che sembrano confusi, ma che trovano tra loro un ordine naturale, capace di generare un senso di pace interiore che pochi artisti riescono a raggiungere. Tutto nasce dalla voce, e da un intento vero, profondo: parlare con la musica.
Con uno stile inconfondibile e un orecchio attento, Venerus si riconferma un’artista completo e sempre alla ricerca di nuovi stimoli, che siano suoni o che siano emozioni da raccontare. L’album aggiunge ai lavori precedenti un sapore dolceamaro, una nota malinconica che riesce però a trasmettere una luce: la musica come speranza. “Spero che questo disco mi possa salvare” canta in Okay, riponendo nell’arte un atto di fiducia, il punto da cui ripartire, per una versione migliore di sé, e forse anche del mondo.


Commenti