Stranger Things 5 – Prima parte: dove finisce la fragilità e inizia la forza
- Irene Monti

- 5 dic 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Nell'articolo sono presenti spoiler.

Dopo quasi 10 anni dal suo inizio, Stranger Things arriva alla sua quinta ed ultima stagione, la cui prima parte (composta da quattro episodi) è uscita su Netflix il 27 novembre.
È il 1987, e dopo gli eventi delle stagioni precedenti Hawkins è sotto quarantena e controllo militare, le strade e la città sono “normalizzate”, ma la minaccia dal Sottosopra non è affatto scomparsa. I protagonisti hanno un obiettivo chiaro: trovare e sconfiggere Vecna, e liberare Hawkins una volta per tutte. Tuttavia, Vecna è scomparso e non si sa dove sia, né quali siano i suoi piani.
Il primo capitolo di questa stagione finale non delude le aspettative dei suoi fan affezionati, ma anzi, è stato capace di risvegliare ogni singola emozione provata durante la visione dei primissimi episodi, quando le nostre vite erano completamente diverse e non sapevamo ancora chi saremmo diventati. Molti amanti della serie guardando le puntate sono stati pervasi da una fortissima malinconia. Di fatti, tornare ad Hawkins sembra quasi come tornare a casa. Rivivere atmosfere e canzoni a noi familiari, che ci hanno accompagnato per tanti anni e per tante fasi diverse della nostra esistenza, ci fa sentire vivi e presenti, anche se cambiati.
Crescere insieme ai protagonisti della serie, ritrovarli giovani adulti, ci restituisce il peso del tempo che passa, e in loro rivediamo tutta la strada che anche noi, dall’altra parte dello schermo, abbiamo percorso.
Questa sensazione è del tutto giustificabile: Stranger Things è forse la prima serie tv che noi della Generazione Z vediamo nascere, avere estremo successo negli anni e, adesso, volgere al termine. La serie diventa quindi un simbolo, perchè è come se anche per noi, sia come singoli individui che come parte di una generazione, si chiudesse un cerchio.
Anche lo show, con questa prima parte, ha voluto dirci qualcosa – ed è qui che iniziano gli spoiler! Alla fine del quarto episodio, infatti, vediamo Will tornare ad essere – finalmente – il vero protagonista della storia, il personaggio da cui è iniziato tutto e, probabilmente, che potrà farlo finire. Ma non è finita qui, Stranger Things ci lancia un messaggio molto più profondo, vicino a quella generazione che tanto l’ha amato e che con lui è diventata adulta: la tua sensibilità può diventare il tuo potere, la tua forza.
Vecna confessa al giovane di aver scelto dei bambini come sue vittime perché fragili, innocenti, facili da manipolare. Continua dicendogli che proprio lui, che fu il primo, andò in frantumi subito, e con estrema facilità, facendogli capire quanto fosse possibile attraverso il controllo di corpi e menti deboli. Will, però, a quelle parole ne associa subito delle altre, quelle di Robin, e acquisisce i suoi poteri non solo nel momento in cui sente di dover difendere chi ama, ma quando nella sua mente riappare il discorso dell’amica, pronto a smuovere qualcosa che, dentro di lui, c’era sempre stato: “Cercavo risposte negli altri, ma dentro di me c’erano già, dovevo solo smettere di avere tutta quella paura, paura di chi fossi.”
Per interiorizzare il suo discorso, Will deve tornare all’origine, ai momenti di spensieratezza che solo un bambino sa vivere, quando ancora non ci si chiede come bisogna vivere e non ci si vuole così male. Come manifestazione di aver appreso consapevolezza, Will si alza in piedi. È finalmente libero: dalla paura, dalla sua immagine, dal giudizio, dagli schemi che si era autoimposto. E con questa scena, lo show parla direttamente a noi.
Affrontiamo la vita sperando che un giorno arrivi qualcuno a dirci che non siamo sbagliati, ma è solo quando la voce che ce lo sussurra arriva da dentro, che ci convinciamo di poter volare. E in quel momento, tutto torna a prendere senso. Will torna ad essere il centro non solo della serie, ma della sua stessa storia. E Stranger Things, senza più indugi, prende per mano i suoi fan, ormai diventati grandi, e li accompagna verso il gran finale.
Non sappiamo ancora cosa aspettarci, sul web da giorni circolano diverse teorie: dall’idea che Will, in realtà, sia morto nella prima stagione, a quella della morte di Steve, che si sacrificherà per salvare il gruppo lasciando un grande dolore nel fandom, che dovrà piangere uno dei personaggi più amati. Ciò che sappiamo, però, è che quello a cui assisteremo sarà un vero e proprio spettacolo che i Duffer Brothers – ideatori della serie – hanno pensato fin dal primo momento. I fratelli, infatti, in un’intervista hanno confessato di aver sempre saputo come sarebbe dovuto finire Stranger Things, avendo ben chiari in mente i 10 minuti conclusivi dello show. Una cosa quindi è certa, tutto ciò che abbiamo visto in queste cinque stagioni è stato costruito per arrivare ad un finale ben preciso: nulla è lasciato al caso, e ogni parentesi narrativa è un pezzo di puzzle importante della storia.
La seconda parte di Stranger Things 5 uscirà a Natale, mentre per l’ultima puntata dovremo aspettare Capodanno. Ci rivediamo quindi qui, l'1 gennaio, non solo per chiudere l’anno appena trascorso, ma per commentare insieme un altro epilogo, forse il più atteso della serialità televisiva contemporanea.


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