The Drama e il linguaggio degli abiti (dentro e fuori lo schermo)
- Giorgia Sulfaro

- 2 apr
- Tempo di lettura: 3 min

The Drama non è solo una storia di relazioni, ma un racconto sulla costruzione dell’identità. I personaggi non sono mai completamente trasparenti: ciò che mostrano agli altri è spesso diverso da ciò che provano davvero.
Il film lavora molto sul concetto di performance. Non nel senso teatrale esplicito, ma in quello quotidiano: ogni interazione è, in qualche modo, una messa in scena. I protagonisti si muovono costantemente tra autenticità e rappresentazione, cercando di mantenere il controllo della propria immagine anche quando questa inizia a incrinarsi. In questo contesto, il “dramma” del titolo non è solo quello emotivo, ma anche quello identitario. È il conflitto tra chi si è e chi si sceglie di essere agli occhi degli altri.
Le relazioni in The Drama non sono mai stabili. Sono costruite su non detti, aspettative ed equilibri fragili: non c’è una distinzione netta tra chi domina e chi subisce: i ruoli si ribaltano continuamente. Questo crea una tensione costante, che si riflette sia nei dialoghi sia nei silenzi. Il film evita soluzioni semplici. Le relazioni non vengono risolte, ma messe a nudo.
Anche dal punto di vista visivo, The Drama costruisce un’estetica coerente con i suoi temi. L’immagine è controllata, spesso essenziale, con una forte attenzione alla composizione e ai dettagli. Gli spazi, i colori e i costumi contribuiscono a creare una sensazione di distanza emotiva, quasi di sospensione. Nulla è casuale:
gli ambienti riflettono lo stato interiore dei personaggi,
le scelte cromatiche suggeriscono tensioni e cambiamenti,
i costumi diventano strumenti narrativi.
IL PRESS TOUR È proprio la coerenza visiva a rendere naturale il dialogo con il mondo della moda e con il press tour. Infatti, uno degli aspetti più interessanti del film è la sua capacità di estendersi oltre lo schermo.
I temi che affronta — identità, immagine, controllo — sono perfettamente in linea con il modo in cui oggi vengono costruite e percepite le figure pubbliche. Per questo la promozione, gli outfit e le apparizioni degli attori non risultano scollegati, ma perfettamente integrati. Gli outfit scelti dai protagonisti non sono semplici scelte estetiche, ma veri strumenti narrativi, costruiti attraverso collaborazioni con maison e stylist. Per il press tour di lancio di The Drama, Zendaya sta seguendo un dress code ben preciso, orchestrato dal suo storico stylist Law Roach. Il guardaroba scelto per l’occasione si ispira a una regola iconica del mondo bridal — “qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo e qualcosa di prestato” — trasformata in una vera e propria narrazione fashion. A rivelarlo è stata la stessa attrice in una recente intervista a Variety.
Il viaggio promozionale si apre a Los Angeles con il capitolo del “something old”: Zendaya riporta sotto i riflettori un abito già indossato durante la notte degli Premi Oscar nel 2015. Il long dress, firmato Vivienne Westwood, non è solo una scelta estetica ma un pezzo di storia personale: l’attrice lo ha definito un momento chiave della sua carriera.
A Parigi va in scena il capitolo del “something new”. Per l’anteprima francese di The Drama, Zendaya sceglie un abito bianco su misura firmato Louis Vuitton, impreziosito da un maxi fiocco nero che scivola dalla schiena trasformandosi in un elegante strascico.
A Roma prende forma il “something borrowed”. Per l’anteprima italiana l’attrice indossa un abito Armani Privé già visto sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia, portato in precedenza da Cate Blanchett.
VESTIRE I PERSONAGGI (ANCHE FUORI DAL FILM) Uno degli aspetti più interessanti è il modo in cui gli attori sembrano estendere i loro personaggi attraverso ciò che indossano. In questo contesto, il cosiddetto method dressing diventa evidente: gli outfit non sono casuali, ma costruiti per riflettere — e anticipare — le dinamiche del film. Le premiere rappresentano il momento in cui questa strategia raggiunge il suo apice. L’obiettivo non è solo apparire, ma fissare un’immagine precisa nella memoria del pubblico.
Il caso di The Drama si inserisce in una tendenza ormai evidente: il rapporto tra moda e cinema è sempre più strategico. Le maison non vestono solo gli attori, ma partecipano alla costruzione dell’identità visiva del film. Allo stesso tempo, il film diventa una piattaforma narrativa anche per i brand. È uno scambio continuo dove il cinema offre l’immaginario e la moda lo amplifica e lo rende visibile.



Commenti