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TRILOGIA BEFORE: una romantica distanza esistenziale


È il 1989 e, in un negozio di giocattoli di Filadelfia, Richard Linklater conosce una donna dal nome Amy. I due iniziano a chiacchierare fino a notte fonda, passeggiando per tutta la città. Quell’incontro fu così tanto magico da spingere Linklater a pronunciare le parole “farò un film su questa cosa”. 


Richard ed Amy non si videro mai più, lei morì cinque anni dopo ma lui lo scoprì solo nel 2010, quando aveva già realizzato - quindici anni prima - Before Sunrise: il film sul loro incontro. 


Seguiranno due film, Before Sunset (2004) e Before Midnight (2013) che daranno vita ad una trilogia romantica diversa dalle solite commedie appartenenti al genere, la storia infatti – ispirata solo per la prima parte all’evento realmente accaduto al regista – racconta l’incontro e il proseguimento del legame tra Jesse e Celine, interpretati rispettivamente da Ethan Hawke e Julie Delpy. I giovani poco più che ventenni si conoscono su un treno diretto a Vienna e, spinti dalla scintilla nata tra loro dopo aver scambiato qualche parola, decidono di scendere insieme nella capitale trascorrendo un’intera notte tra conversazioni intime, piazze, musica, poesia.  


Quando arriva il momento di salutarsi però, per non rompere la rara magia creatasi tra loro, Jesse e Celine decidono di non scambiarsi i contatti e si promettono di rincontrarsi sei mesi dopo lì, nella stessa città, stessa stazione. Il sequel, Before Sunset, ci svelerà cosa è successo tra i due e Before Midnight completerà il quadro arrivando a mostrarci la trasformazione del loro legame quasi vent’anni dopo.  



Un interessante studio svolto da Zachary Xavier nel 2021 (che vi citiamo in fondo all’articolo) afferma l’esistenza di una relazione tra la trilogia Before di Linklater e l’esistenzialismo Kierkegaardiano. Il secondo infatti viene messo “in azione” attraverso i tre film, che rappresentano le fasi esistenziali della teoria del filosofo danese.  


Xavier nel suo articolo esamina uno ad uno i film e spiega che Before Sunrise, il primo capitolo, è la rappresentazione perfetta dell’immediatezza estetica. L’immagine dell’esteta per Kierkegaard si divide in due tipologie: l’esteta sensuale che rincorre i piaceri della vita come il cibo, l’arte, il sesso; e l’esteta riflessivo che gode anch’esso per le stesse cose, ma che trova la più profonda sensazione di piacere nel riflettere su quelle attività, nel formulare pensieri che arricchiscano la sua fantasia.  


I due esteti sono chiaramente incarnati dai due protagonisti. Entrambi mossi dallo spirito dell’immediatezza, elemento principale dell’intera trilogia e che viene rappresentata attraverso la narrazione in tempo reale. Jesse, però, è figlio di un’immediatezza sensuale mentre Celine di quella riflessiva. Uno dei primi dialoghi tra i due è emblematico, Jesse provoca Celine e le chiede: “Descrivimi le tue prime sensazioni sessuali verso una persona”, collocando la conversazione nel regno sensuale. La ragazza risponde con vividi dettagli dimostrando la sua capacità di riflettere sulla sensualità e sulle sue esperienze senza trascurare la sfera del piacere.   


In Before Sunset vediamo un’evoluzione dei due individui: Jesse adesso è un’esteta riflessivo e Celine è contraddistinta da una forte ironia. L’ironia è per Kierkegaard una sorta di rifiuto: l’individuo capisce che vivere in modo estetico comporta la mancata presa di posizione nelle decisioni della sua vita e sceglie la via dell’ironia per staccarsi dalla fase precedente (quella dell'immediatezza estetica), ma si allontana anche ma dalla fase successiva (quella etica), finendo in un vortice che culmina nel nichilismo.  


Arrivando a Before Midnight, lo studioso colloca quest’ultimo capitolo nel regno dell’etica. Il film mostra infatti il conflitto tra desideri e responsabilità, cresciuto tra i due e diventato ormai maturo. Jesse è ancora nel suo stato esistenziale della riflessione estetica, Celine invece è cambiata ancora, provando ad avvicinarsi progressivamente all’etica, ma mantenendo sempre la sua ironia tagliente come maschera.  


Nonostante ciò, la coppia rimane comunque in un limbo di amore e passione, ma che scappa sempre dal dovere e dalla concretezza. I diversi assetti interiori di Jesse e Celine impediscono la completa appropriazione dell’etica nelle loro vite, e questa distanza esistenziale è ciò che alla fine fa nascere la disfunzionalità all’interno della loro relazione romantica. 


I finali aperti di tutti e tre i capitoli sono la rappresentazione filmica di questo limbo. Essi ci danno la capacità di sognare e immaginare il futuro dei personaggi, la magia del non accaduto, ma soprattutto la difficoltà autentica di conciliare i propri desideri con la concretezza della vita.  


Kierkegaard ci lasciava con un’affermazione che oggi può diventare una domanda: “ogni relazione è finita non appena si è gustato il piacere finale”. Possiamo interrogarci su questo, dibattere sul conflitto tra idealizzazione e realtà, ma possiamo anche continuare a sognare la più romantica delle illusorie aspirazioni umane: il per sempre. 




Bibliografia 

Zachary Xavier, The Kierkegaardian Existentialism of Richard Linklater's Before Trilogy, Film-Philosophy, Volume 25, Issue 2, University Press, 2021.  

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