Un nuovo Superman “buono”
- Carlo Lacagnina

- 6 ago 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 10 dic 2025

Immaginate di essere James Gunn, avete fatto risalire in auge un gruppo di eroi che pure la Marvel sembrava aver dimenticato, i Guardiani della Galassia (Guardian of the Galaxy, James Gunn, 2014) diventato iconico nel MCU con il loro stile unico scanzonato, divertente e perfetto per il pubblico del cinema comic, per poi venir scaricato da Disney per una leggera controversia nata sui social. É lì che la Warner Bros non si fa sfuggire l’opportunità. Assume Gunn alla guida del nuovo DC Cinematic Universe. Bisognoso di una rinascita dopo il disastro dello Snyderverse, con un Superman spocchioso intento semplicemente ad essere il più sborone di tutti (il Superman di Henry Cavill) ed un Batman macchietta di sé stesso, per non parlare di tutto il trattamento subito degli altri membri della Justice League.
Il nuovo universo narrativo della DC, pilotato da Gunn si apre nel 2022 con il The Batman, con la regia di Matt Reeves e il Bruce Wayne di un, magistrale, Robert Pattinson. Ma non siamo qui per parlare dell’uomo pipistrello, ma bensì della nuova aitante e altruista incarnazione del figlio di Kripton.
Il film diretto dallo stesso Gunn è una pellicola che parla per vie traverse di tematiche estremamente attuali. Il tema principale è l’immigrazione, vedendo l’uomo che veste le mutande sopra la tutina come un immigrato clandestino e una minaccia per l’umanità. Non solo, Gunn inserisce all’interno del suo film temi come: le campagne d’odio online, la politica e, anche, la guerra in Palestina. Anche se, secondo la mia opinione, tratta questi temi con un po' troppa superficialità, rendendo tutto il film un calderone di idee appena abbozzate.
Parliamo però del tema caldo, anzi caldissimo, che infuoca i dibattiti online tra i più accaniti fan degli eroi in tutina, ovvero questo nuovo Superman.
Il Superman immaginato da Gunn e portato sullo schermo da David Corenswet, è estremamente diverso dalla versione di Superman creata da Zach Snyder. É un Kal-El molto umano, a cui sta a cuore la vita e la salvaguardia delle persone. Un eroe in tutto e per tutto, non un superuomo spocchioso e virulento come il Superman di Cavill.
David Corenswet, al primo ruolo di rilevanza sul grande schermo, riesce ad incarnare perfettamente la visione di Gunn e ci trasporta in un mondo dove essere buoni, altruisti e gentili è PunkRock. in cui non importano le tue origini reali, ma bensì conta chi sei e cosa hai realizzato.
Il film incentra tutta la sua trama sul conflitto tra il bene, rappresentato da Superman, e il male incarnato da Lex Luthor, interpretato da un magistrale Nicholas Hoult. Questo Lex Luthor è un personaggio scritto e pensato per essere un vero cattivo da fumetto, malvagio e senza scrupoli, non paragonabile ai “cattivi” da quattro soldi scritti per l’MCU. Luthor è un vero hater del nostro Superman, che farà di tutto per far prevalere il proprio tornaconto personale.
Senza fare spoiler, facciamo un’analisi del film.
La narrazione non parte dal principio, non vediamo la genesi di quest’eroe, anzi siamo di fronte a un Superman già affermato. Un eroe riconosciuto dal mondo intero, in un mondo che conosce già l’esistenza dei Meta Umani, in cui non è il solo eroe. Proprio per questo il film parte già in quarta con uno scontro appena concluso in cui il nostro eroe blu e rosso appare sconfitto e sfinito. Per uno spettatore già navigato non c’è bisogno di spiegazioni, e il film ne dà il giusto per quei pochi che ancora non conoscono la storia del Supereroe per antonomasia. Anche se una storia di origini di Superman in chiave James Gunn sarebbe stata, comunque, ben accettata dal sottoscritto.
Il film è frenetico: ci sono tanti personaggi che si affiancano al nostro Superman, ci sono trame secondarie che nel finale si vanno a congiungere per la risoluzione finale. Il film riesce nel suo obiettivo, presentare questo nuovo Superman, e tanti altri comprimari, per possibili risvolti futuri del nuovo DC Cinematic Universe.
Il tono di questo film è in piena linea con lo stile di Gunn. Il film è colorato, vivace, ricolmo di battute e momenti di leggerezza in mezzo al caos della situazione. Tutti i personaggi sono scritti bene ma in modo estremamente funzionale, Mr. Terrific, Green Lantern, Hawkgirl e Lois Lane sono un ottimo esempio.
Il rapporto tra Superman, Clark Kent, e Lois Lane è un rapporto agli albori, vengono solo abbozzate le paure di Lois in questo rapporto.
Gunn prende ispirazione dal film del 1978 per confezionare un Superman pacioccone e buono, ma al contempo mangiato dai dubbi esistenziale. Un Superman molto umano, il cui punto di forza è proprio questo, proprio la sua umanità contrapposta al suo essere l’entità più potente della terra. Non solo, il film ci presenta anche il dubbio di Kal-EL verso la propria razza e i propri genitori reali, i quali verranno sovrastati dai suoi genitori addottivi del Kansas.
Visivamente il film è strabiliante. Gli effetti speciali sono realizzati in maniera accurata, senza dare la sensazione di plasticità, come in alcuni film Marvel dell’ultimo periodo. Un esempio perfetto di integrazione degli effetti speciali è Krypto. Il supercane è realizzato in maniera tale da non far notare l’assenza del vero cane sul set.
In rete il film ha diviso il pubblico. Tra chi adita il nuovo Superman di essere diventato “Woke” in quanto fin troppo buono, e a tratti mieloso, a chi lo paragona al Superman di Cavill, molto più mascolino e “Chad”. Ignorando che in realtà questo Superman è molto più vicino alla prima incarnazione del personaggio nel lontano 1938. Insomma, sembra sempre più impossibile accontentare tutto il pubblico.
Personalmente, vi consiglio la visione di questo film, si lascia guardare e godere a pieno. Un film che da speranza per le prossime pellicole a tema eroi DC, già rinati con Batman e, ovviamente, non vedo l’ora di vedere questo Superman interagire con il Batman di Rober Pattinson. Ma non solo lascia anche un messaggio di speranza a tutti, incoraggiandoci ad essere noi stessi, ad essere buoi e PunkRock come Superman.


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