WHITE GIRL MUSIC: come l'industria musicale femminile mi ha conquistato
- Carlo Lacagnina

- 6 ott 2025
- Tempo di lettura: 5 min
Cos’è la white girl music? E perché negli ultimi anni se ne sente parlare così spesso? Meme, social media e industria musicale sembrano aver inglobato al loro interno questo termine.
La white girl music viene identificata come quella branca della musica pop targettizzata verso le giovani donne e adolescenti, puntando su quella fetta di mercato che spesso è la più incline alle meccaniche del consumismo e fanatismo musicale odierno.
Tre sono le artiste che principalmente mi hanno attirato ed ammaliato con il loro stile, sia musicalmente parlando sia dal punto di vista scenico. Due sono delle “nuove proposte” emerse nel corso del 2024, ovvero Sabrina Carpenter e Chappell Roan. La terza è ormai sinonimo di white girl music e di musica pop in generale: Taylor Swift.
Le parabole del successo di queste tre artiste pop andrebbero studiate singolarmente, ma andiamo a fare un’infarinatura generale per comprendere meglio di chi e cosa sto parlando.
Iniziamo da Sabrina Carpenter. Classe 1999, Sabrina inizia la sua carriera in tenera età, infatti tra il 2014 e il 2017 milita in Disney come attrice co-protagonista della serie Disney Channel “Girls Meets World”. Ma i talenti della Carpenter non si fermano solo alla recitazione: già dal 2014, infatti, inizia la sua produzione musicale, con il suo singolo di debutto “Can’t Blame a Girl for Trying”.
Nel 2022 esce l’album che le farà mettere piede tra i grandi, “Emails I Can’t Send”, nel quale è contenuto il brano “Nonsense”. Il brano diventa popolare grazie a Tik Tok, debuttando al 75esimo posto della Hot 100 statunitense, scalando le classifiche nelle settimane successive restando alla posizione 56 per 19 settimane consecutive.
Il successo la porterà ad essere l’artista d’apertura per le tappe americane, latinoamericane, asiatiche e australiane dell’Eras Tour di Taylor Swift. Ma il vero boom arriva nel 2024, con il rilascio di “Short n’ Sweet”, l’album al cui interno troviamo singoli come Espresso, Please Please Please e Taste. Lo stile dell’album è differente dalle sue produzioni precedenti, seguendo la linea intrapresa da Nonsense. Quindi non più canzoni d’amore strappalacrime ma brani scanzonati, divertenti, spinti e soprattutto estremamente ballabili ed orecchiabili. Il successo di Sabrina Carpenter sta qui: il suo stile, unico per certi versi. Ci sono tantissime artiste che parlano di sesso o di temi spinti, ma non come fa Sabrina, con quella poca serietà, quella tendenza all’esagerazione che la rende un’artista GenZ perfetta.
Nel 2025 sta vedendo il suo successo sempre di più consolidarsi, grazie all’uscita di Man’s Best Friend. I brani dell’album rispecchiano ancora di più quello stile che aveva fatto impazzire il pubblico con Short ‘n Sweet, con pezzi come Manchild e Tears, diventati virali su TikTok.
Per quanto riguarda Sabrina, personalmente, adoro le sonorità che riesce a produrre e il mood che sprigiona, le sue vibes. Anche se le tematiche affrontate sono estremamente femminili, adoro tutti e due album usciti negli ultimi due anni. Mi dovrei vergognare di questo gusto? No, per niente, adoro Sabrina e amo divertirmi cantando e ballando le sue canzoni, conoscendo a memoria pure il balletto di House Tour.
Kayleigh Rose Amstutz, questo il vero nome di Chappell Roan, nasce in Missouri. Il suo nome d’arte è una dedica d’amore a suo nonno Dennis K. Chappell, il quale aveva come canzone preferita Tre Strawberry Roan di Curley Fletcher. Lei rappresenta la musica che è sinonimo di inclusivitá e diversità.
Anche lei inizia la sua carriera da giovanissima, a soli 17 anni pubblica il suo primo inedito “Die Young”. Dopo una breve permanenza fallimentare a Los Angeles nel 2020 compone Pink Pony Club.
Torna nella città delle stelle nel 2022, dopo una breve permanenza a casa con i genitori, tornando come artista emergente. Nello stesso periodo comincia ad aprire i concerti del Sour Tour di Olivia Rodrigo. È in quel periodo che comincia a scrivere pezzi come “Casual” e “Feminomenon”.
Nello stesso anno esce il suo primo e attualmente unico album in studio, The Rise and Fall of a Midwest Princess, acclamato dalla critica per le sue sonorità miste tra country e pop. Inizialmente la sua carriera non decolla, il debutto dell’album fu fiacco, nonostante l’enorme sostegno di una fanbase molto fedele. È nel 2024 che vede arrivare la fama, infatti con l’uscita del singolo “Good Luck, Babe!” e la sua incredibile viralitá su TikTok, il grande pubblico riscopre Chappell Roan. Da allora non solo gli ascolti e le vendite dell’album sono aumentati, ma vengono riscoperti i suoi lavori precedenti, come Pink Pony Club. Personalmente Chappell Roan è la mia artista preferita degli ultimi anni. Nonostante le tematiche dei testi delle sue canzoni siano molto lontane dalla mia vita personale, non essendo una io donna queer, trovo la sua scrittura particolarmente ispirata. Sì, canto tutta Pink Pony Club a memoria.
E arriviamo all’elefante nella stanza: Miss Americana, Taylor Swift.
Parlare della storia di Taylor è impossibile in poche righe, perciò spiegherò ciò che mi piace di lei e le canzoni che ascolto più frequentemente.
Con 12 album all’attivo e centinaia di canzoni, i due brani che ho ascoltato di più sono Love Story e Wildest Dreams, ma non solo, metto nel mezzo anche You Belong With Me. Questi sono tra i brani più vecchi, che hanno segnato l’inizio del successo della regina del pop. Percorrendo le varie “Ere” di Taylor in ordine sparso, ho il bridge di “Red” marchiato a fuoco nel cervello. Ma ancora, “Exile” e la sua poeticità del dolore di un amore finito, e ancora dell’album The Tortured Poets Department adoro il singolo “Fortnight”, che vede la partecipazione di Post Malone, e “Florida!!” che è invece una collaborazione con Florence and The Machine, anche se mal sopporto la tendenza della fanbase di volere solo canzoni tristi.
Venerdì 3 Ottobre è uscito l’ultimo album “Life of a Showgirl”, per quanto mal apprezzato da una parte dei più accaniti fan, trovo tutte le tracce estremamente orecchiabili, con alcune canzoni che ti entrano così tanto in testa portandoti a soffermarti più e più volte su tutte, in particolare su The Fate of Ophelia e Opalite, due ballads potentissime.
Per noi uomini, spesso, venire identificati come ascoltatori di questa tipologia di musica é sinonimo di poca virilità, ma questa tendenza negli ultimi anni sta cambiando. I social stanno sdoganando sempre di più l’idea di una barriera di genere per la musica. Sempre più uomini sono presenti ai concerti di queste artiste e sempre di più sono quelli che rendono pubblico il loro amore per questa tipologia di musica, me compreso. Spoiler: questi uomini hanno sempre ascoltato questa tipologia di musica, semplicemente adesso si vergognano meno nel mostrare questo lato.


Commenti