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Cime Tempestose: non un adattamento del romanzo, ma un adattamento dell'autrice

Il film di Cime Tempestose viene criticato ancor prima della sua uscita per una serie di fattori. Il motivo principale si ricollega al fatto che nella maggior parte dei film o delle serie tv in costume l'ambiente creato è accogliente, trasporta lo spettatore in un'altra dimensione e lo spinge a voler farne parte. Tra costumi sfarzosi, balli, storie d'amore travolgenti nasce il desiderio di vivere all'interno di questo immaginario. Al contrario la pellicola, già dall'inizio, dimostra di voler distaccarsi da tali precedenti rappresentazioni. La prima scena prevede infatti un'impiccagione, ma a suscitare una sensazione di fastidio e ciò che vi sta intorno: tra persone che ne gioiscono, chi se ne prende gioco, e chi si lascia andare a commenti o atteggiamenti peccaminosi. Questa apertura ha un messaggio ben chiaro: quello di scuotere lo spettatore a prepararlo all'idea di non aspettarsi la solita storia romantica.  


In realtà l'operazione che attua la regista Emerald Fennell la si potrebbe paragonare a quella di Emily Brontë ai tempi della pubblicazione del romanzo. Da molti viene infatti considerata come una semplice storia romantica, nella realtà suscitò lo scandalo. Tra violenza, linguaggio blasfemo e comportamenti immorali il romanzo non venne visto di buon occhio. La Fennell vuole provare a ricreare tali sensazioni, ma in una società che vive ormai nell'anestetizzazione dei sensi e della violenza, i mezzi da dover utilizzare sono ben altri. 


A questo proposito crea un ambiente che sia disturbante, tra colonna sonora dura e fredda, paesaggi angusti e impersonali, giochi di contrasti tra un luogo e l'altro che non permettono mai allo spettatore di abituarsi ed entrare all'interno di una realtà.  


Altro elemento da considerare poi sono i costumi: fuori dall'epoca. Ma questa caratteristica la si nota perlopiù in Catherine che per tutto il film veste solo di tre colori: bianco, nero e rosso, in combinazioni sempre diverse. Seguono con lei l'evoluzione del personaggio, ma al tempo stesso è come se la collocassero fuori dalla storia. Ma tutto questo ha una spiegazione: i colori, così come lo stile degli abiti sono un presagio della sua morte. Nella scena in cui abbandona questo mondo appare vestita di bianco, sporca del rosso del suo sangue e cosparsa di nere sanguisughe. Ecco che il collocarla fuori da un'epoca rispetto a quella in cui si trovano gli altri vuole semplicemente esprimere il suo essere inafferrabile, impossibile da poter cogliere.  


Ultimo tassello nella costruzione di questa atmosfera sono le scene che possono essere definite "sensoriali". Tra le uova rotte sul letto, la lumaca che scorre sul vetro e il dito di Catherine immerso nella gelatina del pesce, si creano momenti in cui lo spettatore viene disturbato. Non solo le sensazioni suscitate non sono piacevoli, ma crea una sorta di ansia o vaga sensazione che stia per succedere qualcosa di ripugnante. Ed è proprio li che lo spettatore viene giudicato. Perché se da una parte si ritrova a giudicare i personaggi per i pensieri o le azioni immorali e a volte perverse, a quanto pare la mente di chi guarda non può definirsi migliore.  


È quindi chiaro che l'obiettivo è ben lontano dal creare un fedele adattamento del libro. Per quanto riguarda la trama il primo elemento che viene criticato è l'aspetto di Heathcliff, dal momento in cui dovrebbe essere un gitano e, invece, al ricoprire il suo ruolo è Jacob Elordi. La scelta degli attori pare non sia stata delle migliori, ma decisamente serve da richiamo per il pubblico. La stessa Margot Robbie, pur rispecchiando caratteristiche estetiche della protagonista ha un semplice difetto: rispetto al libro è troppo grande d'età. 

E quest’ultimo non è assolutamente un elemento di poco conto dal momento in cui le parole, le scelte e gli atteggiamenti che dimostra nel romanzo sono spesso e volentieri dettati dalla sua immaturità, un temperamento acceso dovuto alla sua fanciullezza. Nel caso del film è chiaro che non si può attribuire alla giovane età e passano spesso e volentieri come tratti di cattiveria o sadismo.  


Altri personaggi vengono cambiati in tal senso. Nel romanzo oltre al padre di Catherine è presente un'altra figura di riferimento: il fratello Hindley. Quel pover uomo di Earnshaw nutriva un affetto tale, nei confronti di Heathcliff, da tenerlo in casa e riservargli un'educazione. Non avrebbe mai potuto fargli del male. Gli atteggiamenti violenti, la caduta nell'alcolismo e il futuro rovinoso spettavano a Hindley. Nel film questi due personaggi vengono condensati in uno solo, forse per mettere in risalto i sentimenti di Catherine e dimostrare che solo lei a questo mondo gli ha sempre voluto bene.  


Inoltre, nel romanzo a morire di setticemia la moglie del fratello (Hindley), a loro si ricollegano quei dialoghi in cui lei dimostrava di star bene e lui credeva che ogni giorno migliorasse. Per questo motivo, spezzato dalla morte della moglie cade nell'alcolismo.  


Infine, se nel film Catherine e Heathcliff si lasciano travolgere da una forte passione che non li tiene lontani, nel romanzo non viene mai menzionato un momento in cui essi consumano. Il che rende la loro storia ancora più tormentata e sofferta, i due si riuniscono solo prima della sua morte. 


Seppur un lettore non riesce mai a tollerare i cambi di trama è necessario che in una pellicola ce ne siano molti. Ogni regista poi decide quanto mantenersi fedele alla fonte originaria. Una cosa è certa "Cime Tempestose" non si mai posto come un adattamento volto a soddisfare il piacere del pubblico. Ma Emerald Fennell ha deciso di rimanere fedele alla Bronte creando il dissenso. Per tutti questi motivi il film può essere giudicato sotto tanti aspetti e ricevere altrettanti diversi pareri, l'importante è che susciti qualcosa.  



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