Jacqueline Durran ha vestito la tempesta
- Giorgia Sulfaro

- 17 feb
- Tempo di lettura: 3 min

Non è solo l’attesa per vedere Margot Robbie e Jacob Elordi portare in vita Catherine e Heathcliff sul grande schermo: la nuova versione di Cime Tempestose di Emerald Fennell sta facendo parlare di sé anche per la sua forte impronta estetica e stilistica. Il film, tratto dal classico di Emily Brontë, è stato presentato con un tono visivamente deciso, capace di fondere mood gotico, eleganza vecchio stile e riferimenti fashion contemporanei.
La regista non ha cercato l’aderenza storica pura, ma piuttosto una interpretazione visiva intensa e contemporanea. A curare il guardaroba di Cime Tempestose, è stata Jacqueline Durran – vincitrice di due premi Oscar per i migliori costumi (Anna Karenina nel 2013 e Piccole Donne nel 2020) e costumista per film come Barbie, Spencer e Espiazione. I costumi sono stati realizzati con l’obiettivo di tradurre in stile le emozioni, più che replicare perfettamente un’epoca. Questo significa giocare con silhouette vittoriane reinterpretate e texture ricche che sembrano sospese tra passato e modernità. Proprio i corsetti, simbolo spesso problematico della moda storica, vengono qui riconsiderati come espressione di identità e desiderio, più che come semplice costrizione: un elemento che si riallaccia alla moda contemporanea dove il corsetto torna a essere dichiarazione di forza e stile, adottato anche da brand e creativi nel mondo del ready-to-wear.

CATHERINE E HEATHCLIFF: PERSONAGGI E FASHION IDENTITY Margot Robbie, nel ruolo di Catherine Earnshaw, ha fatto del linguaggio dei costumi una parte centrale della narrazione visiva. In molte scene la sua estetica riflette le divisioni interne del personaggio: la wildness delle brughiere, la tensione tra libertà e società, la passione che non si può contenere.
Catherine sfoggia acconciature elaborate e dettagli di styling che vanno oltre il puro abito storico, come le braid-corset, simboliche di un corpo — e di un desiderio — che tenta di legarsi e allo stesso tempo di spezzarsi.
Jacob Elordi interpreta un Heathcliff la cui presenza visiva è altrettanto intensa: vestiti scuri, linee sobrie ma potenti, silhouette che rappresentano tanto l’appartenenza sociale conquistata quanto il lato oscuro e primitivo del personaggio. I tessuti, pur radicati nella sensazione di un’epoca storica, tendono verso il tono gotico, quasi a sottolineare il suo scontro con le regole sociali e il contrasto col paesaggio delle brughiere. Il nero profondo dei suoi abiti, unito alle linee nette, non solo amplifica la sua presenza sullo schermo, ma richiama quella sensazione di uomo “in ombra”, segnato da identità esiliata e desiderio non risolto.
Ma la moda associata al film non si ferma alle scene: le apparizioni pubbliche di Robbie e Elordi sono una vera estensione del mood di Cime Tempestose. Alla premiere di Los Angeles, Margot è arrivata in un abito custom di Schiaparelli che ha rimandato direttamente alla combinazione di gotico e drammatico della pellicola — un corsetto in pizzo con gonna in ombré nero-rosso, un pezzo che cattura esattamente il conflitto tra romanticismo e oscurità evocato dal film.
Jacob Elordi ha risposto con un completo nero classico, elegante ma in perfetta sintonia con la palette drammatica del film, dimostrando come anche l’uomo possa vestire la tensione narrativa con grazia e potenza.
Le scelte stilistiche della star in tournée — dai cappotti floreali con spalle imbottite alle reinterpretazioni del corsetto vittoriano su capi moderni — mostrano come Cime Tempestose stia influenzando non solo il modo di raccontare una storia, ma anche il modo di vestirla nel mondo reale.

Il lavoro dei costumisti non si limita ai soli protagonisti. Secondo interviste emerse nelle anteprime di stampa e in altri approfondimenti, tutto il guardaroba è stato costruito attorno a un dialogo costante tra passato e presente — ispirazioni che spaziano dal tardo-gotico vittoriano a richiami più articolati a epoche diverse, passando per rimandi ottici e materiali non sempre unicamente storici. Queste scelte non sono casuali: servono a tradurre in stile lo spirito emotivo e la tensione narrativa del film, spesso preferendo effetto visivo e linguaggio simbolico alla puristica accuratezza storica. Il fashion legato a Cime Tempestose non è semplice “costume da film”. È una narrazione visiva che parla di contrasti emotivi (libertà o controllo?); forme e silhouette come metafore di conflitti interiori; goticismo come estetica mainstream, con potenziale impatto sulla moda contemporanea.



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