top of page

Ritorna la rassegna cinematografica di Motta Sant'Anastasia



Un castello, una piazza, delle sedie e lo schermo che si accende: così accade qualcosa di unico... e la gente si ritrova!


È questa l'idea alla base di 'U Cinema all'Apettu', seconda edizione della rassegna cinematografica all'aperto di Motta Sant'Anastasia, nata e resa possibile grazie alla voglia dei ragazzi dell'associazione Casa Normanna, un gruppo di giovani cresciuti in un paese che non ha una sala cinematografica vera e propria, e che invece di accettarlo come un'assenza definitiva ha deciso di trasformarlo in un'opportunità.


Infatti, il progetto nasce per reinventare il senso di comunità in un tempo in cui i paesi rischiano di svuotarsi, non solo di persone, ma di vita. È una risposta concreta a una domanda che molti giovani dei piccoli centri si fanno: "si può fare qualcosa per restare qui?". La risposta, almeno per una notte a settimana, è .

L'obiettivo dichiarato è tanto semplice quanto ambizioso: far uscire le persone di casa pur tenendole nel paese, portare il mondo a Motta attraverso un film, senza che nessuno debba andarsene per trovarlo. Il cinema come pretesto per stare insieme, per discutere, per sentirsi parte di qualcosa.


La storia di Casa Normanna racconta qualcosa che va oltre Motta Sant'Anastasia. Parla di un fenomeno che riguarda migliaia di piccoli centri italiani, soprattutto nel Sud, dove la mancanza di infrastrutture culturali, come cinema, teatri o spazi aggregativi, viene spesso letta come un dato immutabile.

E l’andare altrove è diventato, negli anni, quasi un rito di passaggio, con i giovani che crescono dando per scontato che le opportunità siano fuori: fuori dal paese, fuori dalla provincia, spesso fuori dalla Sicilia.

Il paese si svuota lentamente e quello che si perde non è solo la presenza fisica delle persone, ma la capacità di immaginare un futuro lì, in quei vicoli quasi del tutto immutati.


Il problema, spesso, non è solo la mancanza di risorse, ma una certa difficoltà a riconoscere questi luoghi come spazi degni di investimento culturale.

E le politiche culturali, quando arrivano, tendono a privilegiare i grandi centri urbani, dove il pubblico è già formato, dove il ritorno può essere misurato e il rischio è minore: il risultato è che i margini restano margini per una mancanza di scelta.


Eppure qualcosa vuole cambiare. C'è una generazione che non chiede il permesso per fare cultura, che non aspetta che arrivi qualcuno dall'esterno a salvarli, ma che prende una piazza, ci mette delle sedie e uno schermo, e trasforma l'assenza in presenza… ciò che cercano di fare i ragazzi di Motta sant’Anastasia.


Il contributo più importante che l’associazione dà al territorio è sempre lo stesso dagli anni Settanta: avere un luogo dove incontrarsi e fare comunità, senza pregiudizi di alcun genere e con un ventaglio generazionale incredibile, dove bambini di 8 anni e anziani di 80 condividono fisicamente lo stesso spazio.


Questa è forse la vera opportunità di cui si parla quando si discute del futuro dei piccoli centri: è il fatto che la gente del paese abbia deciso che la propria comunità merita cura, attenzione e valorizzazione.

U Cinema all'Apettu non risolve il problema dello spopolamento o di un’assenza, non salva un paese, ma dimostra che si può fare qualcosa con quello che si ha.

Fare cultura in un piccolo centro non è un atto eroico: è una scelta. Infatti, nei posti dove sembra che non succeda mai niente, scegliere di cominciare conta più che altrove.


Per capire le motivazioni dietro alla scelta e all'impegno di Casa Normanna, abbiamo chiacchierato con i ragazzi dell'associazione per scoprire di più riguardo alla loro realtà, e capire quali sono le esigenze del territorio che vuole intercettare.


L’Associazione Casa Normanna nasce legalmente nel 2023, ma come realtà territoriale opera nel nome del Rione Vecchia Matrice ufficialmente dal 1971. Nasce, inizialmente, come ente preposto all’organizzazione della festa religiosa della Santa Patrona del paese, ma col tempo è stata abbracciata la dicitura “associazione” per muoversi verso una considerazione del territorio e della comunità più progressista, e non solo di tipo religioso.


Oggi l’impegno di Casa Normanna è incentrato sui gruppi sportivi dilettantistici – sbandieratori, musici e majorettes – ma anche su attività di tipo sociale e associativo – come il Grest Estivo che vedrà quest’anno la sua prima edizione – e sull’organizzazione di eventi culturali come la Festa Medievale, mostre artistiche o giornate di orientamento alla scelta.


Ed è qui che entra in gioco il ruolo della cultura a cui facevamo riferimento all’inizio. La scorsa estate è stato inaugurato il loro primo progetto in tema cinematografico: il cinema all'aperto. Progetto che ha visto una singola serata, quella dedicata alla proiezione del film Baarìa, e che ha coinvolto il paese in modo attivo e interessato.


L’associazione ci ha raccontato che quello dell’anno scorso è stato un vero e proprio esperimento per loro: di fatti, hanno scelto di proporlo in una sola serata per sondare il terreno, capire se a Motta ci fosse davvero una necessità, ovvero quella di fare comunità in una maniera nuova: andando al cinema, restando vicino casa. La risposta è stata estremamente positiva, così da riempire la piazza e dare vita ad una notte speciale.


Alla domanda "C’è stato un momento o una reazione che vi ha fatto capire che il progetto aveva davvero colpito le persone?”, i ragazzi rispondono:


«Il momento in cui ci siamo accorti che il progetto aveva davvero colpito le persone non è stato durante la proiezione bensì dopo, quando le persone ci incontravano per strada e ci chiedevano quando sarebbe stato il “prossimo film”. In un paese così piccolo, eppure, così vicino alla città, ogni evento diventa una piccola scintilla di opportunità per vivere esperienze nella sicurezza di “casa propria”, in linea con la tendenza di Motta di rifiutare di essere una periferia o un dormitorio della grande città e di agognare il suo spazio nel mondo

Quest’anno gli abitanti di Motta sono stati accontentati, e la rassegna torna in una forma più ampia, con l’ambizione di arrivare ad un pubblico più ampio ed eterogeno in ambito di provenienza.


I ragazzi ci hanno svelato quali sono le novità di questa nuova edizione:


«Invece di una sola proiezione abbiamo in programma quattro proiezioni, tutte collegate le une con le altre da un filo conduttore sottile ma, secondo noi, molto forte e importante per il momento e per la nostra realtà.»

I film in programma, infatti, avranno un tema a legarli: quattro storie, ambientate in quattro città diverse, che avranno lo scopo di far viaggiare lo spettatore portandolo in luoghi e contesti diversi dalla sua quotidianità, e facendogli indossare sguardi e visioni completamente differenti tra loro.


Come novità, oltre al cartellone più ampio, l’evento ha in programma di ampliare la zona ristoro con un ventaglio di scelte più vasto, e di presupporre un momento di breve confronto con e tra la platea, in apertura e in chiusura della proiezione.


Quello che abbiamo provato a raccontare fin dalle prime righe di questo articolo, è il ruolo fondamentale della cultura nel desiderio di creare comunità, in particolar modo in un periodo in cui molti piccoli paesi rischiano di perdere spazi di aggregazione. Lo abbiamo chiesto anche ai ragazzi, e il loro punto di vista è stato fondamentale per comprendere l’anima del loro progetto:


«La cultura è il collante più forte che esiste […] Vedersi per chiacchierare, ascoltare musica insieme, guardare un film, sono solo alcune delle attività che facciamo spontaneamente per creare comunità e delle quali sottovalutiamo il potere aggregante e culturale. Il nostro paese, come molti altri, continua a perdere spazi di aggregazione a vantaggio di parcheggi e colate di cemento, ma resiste e scalcia forsennatamente per riprendersi anche le briciole di un territorio che un tempo era interamente del cittadino.»

Sposando interamente la causa di Casa Normanna, sentiamo vicini i loro valori e le loro idee, e siamo felici di poter collaborare a un’iniziativa che ci rende fiduciosi sul futuro dei piccoli paesi – e del sud più in generale – nel riconoscere nella cultura, e nel cinema in questo caso, il potere di unire, muovere, svegliare. Provando ad offrire infinite possibilità, ed altrettanto infinite visioni sul mondo e sull’umanità.


Commenti


© 2025 by MOVIMENTO 095.
Powered and secured by Wix

bottom of page