Sacramento è il nuovo atto mistico di IDDA
- Paola Arcifa

- 7 lug 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 10 dic 2025

La musica ha un potere antico e universale: quello di unire. Riesce a superare barriere, a parlare una lingua che non ha bisogno di traduzioni e a toccare corde profonde dell’anima collettiva.
In Sicilia, questa forza assume una forma ancora più intensa, nei canti che parlano di vita, di lotta, di amore e di appartenenza.
E in ciò il ruolo delle donne è stato ed è fondamentale, visto che la nostra terra è stata benedetta da figure femminili che hanno saputo raccogliere e restituire le vibrazioni più autentiche del territorio.
È di questa eredità che si nutre anche IDDA, cantautrice e produttrice catanese che, come molte donne prima di lei, raccoglie le tradizioni per farle risuonare nel presente. La sua arte diventa ponte tra generazioni, tra passato e futuro, tra singoli e comunità.
Artista profondamente legata al territorio, IDDA (nome d’arte di Valeria Romeo) non interpreta semplicemente la tradizione: in lei si sente il battito della musica popolare, ma anche la forza di una donna contemporanea che ha scelto di dare voce alla propria identità.
Il nome “Idda” non è una scelta casuale: è una dichiarazione d’identità, un omaggio profondo alla propria terra e al femminile sacro che la abita. In siciliano, "idda" significa lei. Una parola semplice, ma carica di significato. Chiamarsi Idda è come dire: “Io sono Lei”, ma anche “Sono tutte le donne”, quelle che hanno vissuto, lottato, cantato, amato, e lasciato un segno nella memoria collettiva. Ma è anche un appellativo che i cittadini etnei usano per riferirsi in modo affettuoso al vulcano Etna, come a rimarcare maggiormente il senso di appartenenza.
C’è qualcosa nella musica di Idda che mi ha conquistata subito: sembra parlare direttamente al ventre, al cuore, alla memoria collettiva che portiamo dentro.
Siamo entrambe giovani, entrambe figlie di questa Sicilia luminosa e contraddittoria, così dura a volte, ma anche incredibilmente fertile di storie, di ritmi: credo di condividere con lei la stessa voglia di restituire dignità alle origini, la stessa urgenza di raccontare ciò che è nostro, con parole nuove ma intrise di memoria.
Cantare, per IDDA, non è mai solo esibirsi: è un atto di appartenenza, di guarigione, di resistenza. È un modo per dire “noi siamo qui”, per ricordare che la Sicilia non è solo paesaggio e folklore, ma un mondo vivo, che pulsa di cultura, di femminilità, di forza. Un mondo che, grazie a voci come la sua, continua a farsi sentire. Suona e sperimenta con strumenti tipici come marranzano, tamburello, friscalettu, unendo sonorità tradizionali a basi urban ed elettroniche.
Dopo l’EP “KUNTA” (luglio 2023, viaggio musicale attraverso stili e linguaggi siciliani, con un focus particolare su leggende, tradizioni e tematiche legate alla Sicilia), i singoli “Priai a Luna” (settembre 2023), “Tagghiù” (giugno 2024), “Zagara” (luglio 2024), e aver sfondato a marzo 2025 su Spotify con “Tukulìa” (primo brano in siciliano in playlist globale “Novedades Dembow”), il 27 giugno è tornata con un nuovo singolo: “SACRAMENTO”, pubblicato sotto l’etichetta Platinum Label Snc.
Con “SACRAMENTO”, IDDA apre un nuovo capitolo del suo percorso artistico: un canto rituale, viscerale, che affonda le radici nella terra siciliana e si eleva verso qualcosa di sacro, arcaico, necessario.
Il titolo non è scelto a caso. Sacramento è gesto, parola, suono che diventa rito. In questo brano, la cantautrice trasforma la sua voce in una liturgia laica e popolare, in cui si celebra la terra, il dolore e la rinascita. Come la stessa artista dice: “'a lu santu Sacramentu’ (Si è compiuto, adesso possiamo riposare) era un’espressione fondamentale nei mestieri antichi siciliani, rappresentava la fine e l’inizio; la fine del duro lavoro e la benedizione del riposo”.
Musicalmente, SACRAMENTO è un intreccio di tradizione e sperimentazione. Le percussioni tribali, i cori che evocano antichi canti di lavoro e di devozione, si fondono con suoni contemporanei, dando vita a un paesaggio sonoro intenso e identitario. È un brano che pulsa, respira, chiama.
Questo singolo è un passo importante nel cammino dell’artista, che continua a portare avanti una musica che non ha paura di essere radicata, profonda, ma sempre autentica.
Anche il videoclip della canzone, girato da Mario Cose, propone emozioni simboliche: liturgia, rinascita, unione. È una preghiera visiva, dove ogni gesto diventa sacro. Insieme, scene e musica ricreano un rito di riscoperta: del legame con la terra, del potere femminile, del valore della memoria.
Non a caso, il luogo dov’è stato girato sono proprio le Saline di Trapani, che fanno da scenario a una danza rituale che richiama il sacro e il terreno insieme. Il concept visivo si muove tra essenzialità e potenza simbolica: un corpo che celebra la sua presenza, i mulini evocativi delle saline e le montagnole di sale che fanno da sfondo. Il tutto accompagnato da una fotografia calda e naturale, che esalta l’intensità del luogo senza artifici.
SACRAMENTO, così, non è solo una canzone: è un’esperienza sensoriale, un invito a tornare all’origine, al gesto sacro della comunità, al canto come veicolo di liberazione.
“SACRAMENTO per gli antenati, per il loro duro lavoro, per la liberazione, per Dio ancora una volta a vuci longa Sia lodatu lu santu sacramentu!” (IDDA)



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